Il Comune esegue il primo sfratto «Basta con gli inquilini abusivi»

19 Novembre 2022

Blitz dei vigili urbani con un fabbro in un locale concesso nel 2015 a un’associazione in piazza Malta La consigliera Di Pasquale: «Non ci fermiamo qui, il 1° dicembre manderemo via anche due famiglie»

CHIETI. «Siamo entrati con il fabbro che ha rotto la serratura della porta. Abbiamo messo a segno così il primo sfratto forzato della storia di questa città». Pugno duro del Comune contro chi occupa immobili comunali senza essere in regola. Mercoledì scorso la polizia municipale è entrata di forza, grazie all'aiuto di un fabbro, all'interno di uno dei locali di proprietà dal Comune occupato da un’associazione in maniera abusiva. «E non ci fermeremo qui», dice la consigliera comunale delegata al patrimonio, Silvia Di Pasquale, che ha presenziato le operazioni, annunciando che il prossimo 1° dicembre verrà ripetuta la stessa operazione nei confronti di due famiglie che occupano abusivamente due appartamenti che si trovano nella caserma Pierantoni.
«Oltre il 50% di chi occupa immobili comunali non è in regola», continua la consigliera, «parliamo di abusivismo vero e proprio, di chi cioè non ha regolare contratto, concessione o affidamento, oppure del mancato pagamento dei canoni. Contro queste persone d'ora in poi saremo intransigenti, perché, oltre ad arrecare un danno economico all’ente, provocano anche un danno d'immagine alla città e al senso di legalità dell’intera comunità. E questo Comune non intende più tollerare chi commette un reato».
Il patrimonio comunale ammonta a una quarantina di immobili: ci sono circa dieci appartamenti affittati, un’altra decina di immobili sono utilizzati come sedi di associazioni, alcuni possono ospitarne anche 40 all'interno, e una ventina di locali commerciali. Quello dello sfratto di mercoledì è un locale commerciale che si trova al pian terreno di piazza Malta. Il locale è stato chiesto al Comune nel 2015 da un’associazione che voleva utilizzarlo per quattro mesi d’estate. Il Comune lo ha dunque concesso nel 2015 per quattro mesi, ma poi il presidente dell’associazione, non si sa a quale titolo, è rimasto nella sede anche se pare che l’associazione non organizzasse più nulla.
L’amministrazione del sindaco Diego Ferrara, attraverso la delegata Di Pasquale, ha iniziato ad approfondire caso per caso la situazione degli immobili comunali affittati o dati in concessione, chiedendo, dapprima con le buone, a chi non è in regola, di rimediare subito. Nei confronti dell’associazione con sede a piazza Malta sono partite delle lettere per richiedere i locali, avvertimenti ignorati, e poi a febbraio scorso il Comune ha mandato lo sfratto esecutivo. L’avvocato dell'associazione si è opposto, sono passati così altri mesi, sino a quando la consigliera ha chiamato vigili urbani e fabbro, facendo eseguire lo sfratto forzato.
All’interno dei locali, al momento dello sfratto, pare ci fosse la madre del presidente dell'associazione. «Siamo entrati di forza e abbiamo dato sette giorni all’associazione per andare a riprendere tutta la roba che si trova all’interno», continua Di Pasquale, «e come questa situazione ce ne sono tantissime. Ma adesso diciamo basta».
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