Il Comune resta senza dirigenti: le grandi opere a rischio stop

7 Febbraio 2022

Mergiotti si è già dimesso, Intorbida andrà alla Regione Marche: è corsa per fare due assunzioni Niente concorsi per affidare gli incarichi: è urgente trovare i sostituti per evitare la paralisi dei lavori

CHIETI. Il Comune di Chieti potrebbe restare senza dirigenti tecnici alla vigilia della partenza delle grandi opere. E il rischio è la paralisi dei progetti che dovrebbero cambiare volto alla città. Pericolo rallentamenti anche per i cantieri privati del Superbonus. L’amministrazione Ferrara ha perso, dal 1° febbraio scorso, il dirigente all’urbanistica Valeriano Mergiotti, che prima aveva presentato le dimissioni e poi le ha ritirate, una revoca che però non è stata accolta e Mergiotti è passato al Comune di San Giovanni Teatino; dal 28 febbraio, lascerà il Comune anche Paolo Intorbida, il dirigente che negli ultimi dieci anni ha messo la firma su quasi ogni atto del Comune, e passerà alla Regione Marche. In un pugno di giorni, il Comune troverà i sostituti? La segretaria generale Celestina Labbadia ha avviato la procedura per la doppia assunzione ma i tempi della burocrazia, dilatati dai vincoli del predissesto, potrebbero bloccare l’attività dei settori lavori pubblici e urbanistica proprio mentre sono in partenza le opere pubbliche promesse e decollano i cantieri privati del Superbonus.
«Siamo al lavoro per trovare i dirigenti e stiamo aspettando il via libera alle chiamate», spiega l’assessore Stefano Rispoli (lavori pubblici). Non ci saranno concorsi per i due posti chiave in Comune: vista l’urgenza di ricoprire gli incarichi, i dirigenti saranno scelti a fiducia. E le decisioni della politica influiranno: l’addio del dirigente Mergiotti è stato uno dei motivi dello scontro tra le due anime della maggioranza, da una parte il polo civico del vice sindaco Paolo De Cesare che avrebbe voluto proseguire con il dirigente offrendogli un contratto pluriennale e dall’altra il centrosinistra già pronto a un sostituto. In mezzo, però, c’è la prima lettera di Mergiotti che aveva chiesto la «risoluzione anticipata e consensuale del rapporto di lavoro» che sarebbe scaduto a settembre; il dirigente, poi, ci ha ripensato ma il procedimento amministrativo delle dimissioni non si è fermato e la segretaria generale ha dichiarato «estinto il rapporto».
Il Comune si ritrova senza responsabili in un momento già segnato dalla mancanza di personale: nelle scorse settimane, l’Ordine degli architetti aveva lanciato l’allarme su urbanistica e lavori pubblici parlando di «disservizio manifesto» e di «personale al limite del collasso», con gli uffici incapaci di espletare le tante pratiche. «Sono arrivati parecchi finanziamenti, soprattutto per la rigenerazione urbana, e altri ne potrebbero arrivare con il Pnrr. Ma sappiamo», così recita la lettera del presidente degli architetti chietini, Daniele Schiazza, «che i dirigenti stanno andando via, il personale è già ridotto all’osso e presto molti andranno in pensione».
Tra le opere a rischio, ci sono i lavori al terminal bus con il raddoppio dei parcheggi e la prosecuzione del cantiere di piazza San Giustino che potrebbe sforare i tempi previsti inizialmente. E poi due grandi progetti da mettere in pratica: La Via dei Conventi, da 15 milioni, per la zona di piazza Garibaldi e Rigeneriamo Teate, 20 milioni, con l’apertura di nuovi nidi, riqualificazione delle case popolari e delle periferie in cui si trovano, recupero piazze ed edifici in disuso, un corso pedonale nella zona della Colonnetta e un centro di aggregazione rimodellato con arredi e nuova viabilità.