Il Comune vende la farmacia di Filippone

Delle tre attività pubbliche aperte in città, sarà dismessa quella che incassa di meno: il prezzo parte da 1,4 milioni
CHIETI. È la farmacia comunale di via Spatocco, a Filippone, quella che il Comune vuole mettere in vendita per fare cassa. Delle tre farmacie pubbliche teatine, gestite dalla partecipata Chieti Solidale, il punto vendita di Filippone è quello con gli incassi più bassi: meno di un milione di euro all’anno, la metà di quanto guadagna la farmacia dello Scalo, in via Casoli.
AFFARE DA 1,4 MILIONI. Per dismettere la farmacia di via Spatocco, il Comune punta a incassare almeno 1.372.000 euro, soldi necessari a ridimensionare il buco da 10 milioni che ha portato la Corte dei conti ad aprire un’indagine sulla «sana gestione» del Comune.
Ma la stima sul prezzo della farmacia potrebbe essere ritoccata, al rialzo o al ribasso: «È in fase di predisposizione una perizia di stima da parte di Assofarma», così ha detto l’assessore alle finanze Valentina Luise durante il consiglio comunale del 16 luglio scorso rispondendo a un’interrogazione del consigliere Pd Alessandro Marzoli, «quindi, un soggetto indipendente andrà a fare una valutazione del ramo aziendale».
L’assessore ha escluso una trattativa privata con imprenditori locali: sarà una gara d’appalto, con offerte al rialzo sul prezzo base, a decretare il nuovo proprietario. «Non è stato già individuato un potenziale acquirente della farmacia, del resto», ha garantito Luise, «non sarebbe conforme alla legge, quindi, ci sarà una procedura di gara e l’acquirente verrà individuato».
ECCO LE CIFRE. Secondo il bilancio della Chieti Solidale, l’attività che vende più di tutte è quella dello Scalo con un volume di 1.888.765 euro tra vendite agli enti, a partire dalla Asl, e all’utenza. Poi, ci sono le farmacie del Tricalle con 1.437.540 e, infine, Filippone con 985.545 euro. Il dato di vendita della farmacia di Filippone ha orientato la scelta dell’amministrazione Di Primio: si sacrifica l’attività meno redditizia. Il totale delle vendite delle tre farmacie pubbliche ammonta a 4.311.850 euro all’anno. E l’andamento delle vendite è in linea con gli anni precedenti: «Le vendite, se nell’ambito della spesa convenzionata hanno fatto registrare una diminuzione, quelle in contanti sono positivamente aumentate generando una maggiore liquidità aziendale».
UNICA IN VENDITA. Secondo quanto riferito dall’assessore, la farmacia di Filippone è l’unica che sarà messa in vendita: «Allo stato non c’è nessuna intenzione di vendere in futuro anche le altre farmacie comunali di Chieti».
DIPENDENTI. L’assessore ha parlato delle ricadute della vendita sui dipendenti: «Se verrà aperto un nuovo punto vendita, si potrà valutare di dislocare il personale della sede oggetto di vendita nella nuova sede in fase di apertura, se non vi sarà una concomitanza in questo senso, eventualmente, si potrà valutare, essendo una cessione di ramo d’azienda, il passaggio del personale all’acquirente della farmacia. Quali saranno le ricadute della vendita in termini organizzativi sul personale di Chieti Solidale? Credo che non ci saranno».
NUOVA FARMACIA? Ma l’amministrazione, perdendo un punto vendita, potrebbe aprirne un altro? «È stata già avanzata richiesta alla Regione ed è la Regione che ci dovrà autorizzare una nuova apertura, quindi, non appena ci sarà data la possibilità si procederà in tal senso: se non è stato fatto, è perché non dipende dalla volontà del Comune, ma è legato a una decisione della Regione».
«DISATTENZIONE». Replicando all’assessore in aula, Marzoli si è detto «deluso» delle assicurazioni per i dipendenti: «Mi riservo in futuro di presentare una nuova interrogazione per monitorare l’attività dell’amministrazione comunale nelle prossime settimane rispetto a questo tema su cui ci sono state, a mio parere, pressappochismo e disattenzione: la risposta dell’assessore non dà alcuna garanzia sul futuro, soprattutto, dell’attività lavorativa di Chieti Solidale».
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