Il Consiglio boccia la sanatoria al residence

27 Gennaio 2015

Caso-Molino Village. Il sindaco: «Minoranza irresponsabile». Desiati: «Maggioranza ondivaga»

VASTO. Il consiglio comunale dice no al cambio di destinazione d’uso del Molino Village e con un provvedimento votato solo dal centrosinistra ribadisce la vocazione turistico-ricettiva della Marina. Le anticipazioni della vigilia sono state puntualmente rispettate. All’appuntamento con l’aula la maggioranza targata Pd-Sel, Prc, Psi e Giustizia sociale, si è presentata compatta, fatta eccezione per la posizione isolata di Domenico Molino (Pd), presidente della Commissione assetto del territorio, che da sempre favorevole alla “sanatoria” ha votato contro la delibera.

Non hanno partecipato alla votazione le minoranze, tranne il consigliere Mario Della Porta che si è astenuto. Il sindaco Luciano Lapenna stigmatizza il comportamento delle opposizioni e parla di “atto dovuto”. «Le assenze delle minoranze sono da intendersi come scelta demagogica e assoluto vuoto di proposte», commenta il primo cittadino, «un comportamento irresponsabile da parte di chi, ogni giorno, si candida a chiacchiere ad amministrare la città, ma quando bisogna decidere su tematiche importanti si sfila e sceglie di non decidere». Il sindaco, inoltre, ha ricordato come in questi anni si sia portata avanti un’azione in campo urbanistico «che ha bloccato una speculazione edilizia selvaggia a danno del territorio».

Il dibattito ha avuto toni accesi. Le minoranze hanno sottolineato l’atteggiamento «ondivago» dell’amministrazione che a marzo dello scorso anno, quando il Molino Village approdò per la prima volta in consiglio, per poi essere ritirato, era pronta a concedere il via libera al cambio di destinazione d’uso delle 101 unità immobiliari. «La maggioranza ha creato confusione e ha omesso molti passaggi importanti», sottolinea Massimo Desiati, capogruppo di Progetto per Vasto, «tanto per cominciare avrebbe dovuto emanare le linee guida all’indomani dell’approvazione della legge regionale 49 del 2012 che consente il cambio di destinazione d’uso degli immobili. Invece ha determinato una situazione di incertezza che si è palesata con un iniziale parere favorevole fino ad arrivare a quello contrario di oggi, sulla scorta della medesima relazione dell’ufficio urbanistico», conclude Desiati.

La delibera approvata ieri ribadisce che «le variazioni d’uso delle zone ricettive esistenti alla Marina in destinazioni residenziali, modificano l’indirizzo urbanistico del Prg. Inoltre le aree ricettive in questione sono poste a ridosso di un Sito d’interesse comunitario e l’incremento delle residenze in luogo delle aree turistiche, comporta una variazione negli habitat a causa dell’aumento delle attività antropiche, oggi limitate al solo periodo estivo».

Anna Bontempo

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