Il consiglio si spacca sulla mozione antifascista

29 Marzo 2018

Minoranza esclusa dal documento elaborato da nove esponenti di maggioranza Di Bucchianico: siete fascisti moderni. Di Corinto: non consento questo appellativo

LANCIANO. La città medaglia d’oro al valor militare si divide sui valori della resistenza antifascista. Accade in un animato e concitato consiglio comunale che, tra i 35 punti all’ordine del giorno, ha anche della mozione presentata dai consiglieri Piero Cotellessa, Maria Saveria Borrelli, Giulia Di Martino, Paola Zulli, Arturo Di Cortinto, Lorenzo Galati, Giovanni D’Orsogna Bucci, Angelo Laccisaglia e Renato Settembrini, per un atto di indirizzo politico amministrativo che impegni l’amministrazione sui valori della resistenza antifascista e sui principi della Costituzione repubblicana. La mozione prende spunto, così come riferito in aula dal primo firmatario Cotellessa, anche dalle iniziative del gennaio scorso quando diverse associazioni, organizzazioni politiche e sindacali italiane hanno presentato il manifesto nazionale “Mai più fascismi”. La raccolta di firme e l’iniziativa portata avanti anche a Lanciano «denotano», specifica Cotellessa, «l’esigenza di veder attuati finalmente i principi presenti nella nostra Costituzione».
Ma si fa riferimento anche ad atti, accaduti in vari territori, di «violenza politica e razzismo nei confronti di soggetti deboli da parte di organizzazioni che si richiamano chiaramente a fascismo e nazismo». Lo scontro con la minoranza, forse non del tutto preventivato, si accende subito con l’intervento del consigliere di Lanciano al Centro Gabriele Di Bucchianico. «Condivido tutti i valori e i principi espressi nella mozione, che sono miei, ma non il modo in cui è stato proposto questo percorso che divide e non unisce», contesta in un intervento molto duro, «mi sarei aspettato una commissione, con un ampio dibattito e l’ascolto della minoranza, e avremmo tutti votato all’unanimità in consiglio. Considero questa mozione inutile, dannosa, liberticida e demagogica, ad uso e consumo di una sola parte politica». I toni si alzano quando Di Bucchianico accusa l’esecutivo di rappresentare un «nuovo tipo di fascismo». «I fascisti moderni», tuona il consigliere di LaC, «sono quelli che propongono provvedimenti dannosi anche contro gli abitanti di un quartiere (via Del Mare, Ztl, piazza Della Vittoria gli esempi citati, ndc), che salgono in piena notte sul Fenaroli per coprire i fasci senza pensare che quel monumento appartiene a tutta la città».
Immediata la levata di scudi della maggioranza. «Non consento l’appellativo di fascista moderno», replica emozionato Di Corinto (Progetto Lanciano), «io che in famiglia ho l’onore di aver avuto come zio di mia madre Trentino La Barba». La seduta, animatissima, viene sospesa per la conferenza dei capigruppo che cerca di modificare la mozione, cosa che, tuttavia, non porta alcun passo avanti. Alla fine la mozione viene votata dalla sola maggioranza.
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