Il Cotir è un disastro Finisce alla Corte dei conti

Il presidente della Commissione vigilanza Febbo pronto a denunciare la Regione «La struttura è chiusa, i lavoratori non possono entrare: c’è il danno erariale»
VASTO. L’agonia del Cotir finisce alla Corte dei Conti. Il consigliere regionale Mauro Febbo ritiene che l’abbandono della struttura da parte della Regione abbia procurato un danno erariale. Non meno grave, a parere di Febbo, è il divieto imposto ai dipendenti a non andare sul posto di lavoro. Il liquidatore Andrea Cleofe ha comunicato la sospensione di ogni attività nel centro di ricerca, in considerazione delle avverse condizioni meteo. Ma si temono furti e saccheggi nella struttura.
«Visto l’accaduto produrrò una circostanziata denuncia alla Corte dei conti per danni immobiliari e patrimoniali causati alle strutture della Regione». Il presidente della Commissione vigilanza, Mauro Febbo, ha diffuso un filmato che ha suscitato centinaia di commenti di sdegno.
«Il Cotir è ridotto a un magazzino allagato. Ci troviamo davanti a una situazione ingiustificabile e deprecabile. È il risultato di una politica che in questi 30 mesi non ha voluto affrontare mai seriamente le problematiche relative ai Centri di ricerca regionali. Ora registriamo sia la mortificazione umana e professionale dei lavoratori, senza stipendi da due anni, sia il dramma di una struttura che cade letteralmente a pezzi. Tant’è che il commissario liquidatore, visto il perdurare delle condizioni meteo, ha deciso la sospensione di ogni tipo di attività». Il commissario Cleofe non specifica fino a quando le attività saranno sospese e garantisce il minimo indispensabile.
«Oltre al danno, la beffa», incalza Febbo. «Abbiamo una struttura senza corrente, uffici allagati, laboratori sperimentali danneggiati , macchinari delicati e costosi come l’Mnr quasi compromessi, serre e colture seriamente in pericolo con le piogge, strumentazione per la ricerca fuori uso».
I dipendenti sono sconvolti. Hanno lottato per due anni e creduto alle promesse. «A luglio ci avevano assicurato che i problemi erano risolti», dicono. Ma i fatti raccontano il contrario. «Visto lo scenario», conclude Febbo, «i lavoratori si apprestano a vivere giorni veramente difficili, che non fanno presagire niente di buono né sul loro futuro, né sulle strutture, che giorno dopo giorno andranno a deteriorarsi danneggiando e depauperando un patrimonio immobiliare e fondiario». Intanto qualche dipendente invita le autorità a prevenire e evitare furti e saccheggi. Un problema, tra l’altro, che a Vasto affligge molte attività.(p.c.)
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