Il Covid frena i riti della tradizione pasquale

Dopo 4 secoli il Cireneo che porta la croce non sfila, ma torna la messa crismale. Ecco il programma
LANCIANO . La notizia positiva è che torna la messa crismale che lo scorso anno non si celebrò, quella negativa è che per la prima volta, nei 4 secoli di storia dell’Arciconfraternita Morte e orazione di San Filippo Neri, non sfilerà per le vie del centro il Cireneo, il confratello che a piedi scalzi porta la pesante croce in legno e racchiude in sé il significato della passione, simbolo della processione del giovedì e Venerdì Santo, che non ci saranno. Per il secondo anno consecutivo il Covid incide sui riti pasquali. Questa mattina l’arcivescovo Emidio Cipollone tornerà a celebrare la messa crismale alle 10 in cattedrale, ma questa avrà delle “modifiche” come indicato dallo stesso vescovo, in rispetto delle norme anti Covid.
Non ci sarà ad esempio la processione d’ingresso con tutti i concelebranti, poi i sacerdoti ritireranno gli Oli Santi, privatamente, al termine della celebrazione, dalle mani dei volontari presenti alle due uscite laterali della chiesa, ricevendo gli oli in bottigliette imbustate in una confezione chiusa. Altra indicazione è di non portare alla messa i gruppi dei cresimandi e prime comunioni e, per la sera, di «non organizzare la tradizionale “visita alle sette chiese”, né da soli, né in gruppo», anche se le chiese resteranno aperte fino alle 21.30. Non ci sarà neanche quest’anno la processione degli incappucciati, quella del giovedì notte in cui oltre duecento confratelli sfilano per la città con i volti coperti in segno di penitenza e vergogna per il peccato commesso tradendo il Figlio di Dio e di uguaglianza di fronte a Dio, illuminati solo dalle fiaccole e accompagnati dal suono greve delle “raganelle” e dai miserere; né l’uscita “solitaria” del Cireneo. Ci sarà però la musica ed è la novità di questo strano giovedì santo per l’Arciconfraternita che organizza i riti dal 1608. «Alle 21, stretti nella preghiera e nella riflessione ai piedi del Sepolcro allestito nella chiesa di Santa Chiara», spiega il priore Raffaele Sabella, «l’orchestra e i solisti dell’Arciconfraternita, diretti dal maestro Andrea Di Mele eseguiranno le note del Salmo di 50 di Davide musicate dai maestri Masciangelo e Bellini. Ci saranno le nostre musiche sacre – non il coro-e la scelta è stata fatta anche per far ripartire le orchestre ferme da un anno». (t.d.r.)
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