Il crollo del petrolio fa tremare Ortona

1 Maggio 2020

I sindacati preoccupati per le conseguenze sulle aziende del settore. Petaccia (Cgil): «Avviamo subito un confronto»

ORTONA. Il crollo del prezzo del petrolio preoccupa i sindacati per i risvolti che potrebbe avere sul comparto, che interessa particolarmente Ortona essendo presenti sul territorio diverse realtà del settore. Una delle più importanti è ad esempio la Halliburton, multinazionale americana salita alla ribalta nelle settimane scorse per aver deciso di non anticipare la cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) attivata a seguito dell’emergenza Covid-19. Nonostante l’appello a quella che è una delle prime società petrolifere insediatesi in Abruzzo e tra quelle di servizio più importanti a livello mondiale per le attività off-shore e on-shore, arrivato dalla Filctem Cgil tramite il suo coordinatore regionale, Carlo Petaccia, l’azienda non ha cambiato idea sulle disposizioni relative alla misura di sostegno ai lavoratori.
Ora però l’attenzione delle sigle sindacali si concentra soprattutto sulla situazione scaturita dal prezzo del barile: «Potremmo avere delle ripercussioni sulle varie aziende che insistono ad Ortona», ammette proprio Petaccia. Al momento non ci sono notizie ufficiali su ipotetici effetti del basso valore dell’idrocarburo ma, seppur nelle ultime ore questo sia stato dato in forte rialzo, i timori non mancano: «Ufficiosamente siamo già a conoscenza di problemi di lavoro», rivela il coordinatore regionale della Filctem Cgil. «Sarebbe opportuno avviare un confronto sul settore per scongiurare l’insorgere di situazioni allarmanti per le maestranze e la perdita di posti di lavoro».
Tornando nello specifico alla Halliburton, invece, non c’è stata la svolta per quel che riguarda la cassa integrazione guadagni ordinaria. «Nonostante la richiesta sindacale per l'esame congiunto, non solo non ha convocato le parti, ma addirittura a differenza delle altre società petrolifere ha deciso di non anticipare l’importo economico della Cigo», ha ribadito Petaccia. «Eppure si tratta di una prassi consolidata, soprattutto per le aziende importanti come questa». Ad Ortona lavorano per la Halliburton un centinaio di persone per cui si sarebbe trattato di anticipare una retribuzione «di circa mille euro al mese per un massimo di due mesi», prosegue l’esponente della Filctem Cgil. Petaccia continua a trovare questa scelta ingiustificata, soprattutto se si considera che negli anni scorsi la multinazionale «al primo accenno di difficoltà generale ha licenziato il proprio personale senza mai attivare gli ammortizzatori sociali previsti dalla legislazione italiana. Anzi pur di soprassedere a tale strumento, ha monetizzato di tasca propria, insieme agli incentivi, l'equivalente economico».
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