Il cuore grande delle sarte: al lavoro per le mascherine

Catena di beneficenza a Brecciarola: dalla produzione fino alla consegna nelle case Si cuce anche a Casalincontrada. E a Guardiagrele ditta dona dispositivi al Comune
CHIETI. Sarte al lavoro per donare alla popolazione le introvabili mascherine anti coronavirus. A Chieti la giovane sarta Marianna Malandra ha subito risposto all’appello del Comitato San Bartolomeo di Brecciarola mettendosi a servizio della contrada. «Il comitato le ha messo a disposizione la stoffa», dice l’ex consigliere comunale Gianni Di Labio, «e lei si è messa subito al lavoro. Noi del comitato le stiamo distribuendo casa per casa. Per non violare le norme sul divieto di allontanamento da casa, abbiamo organizzato una staffetta di solidarietà, per cui quando arriviamo al limite consentito dalla legge, la consegna viene affidata a qualche altro membro del comitato. Lasciamo le mascherine nelle cassette delle lettere, in questo modo evitiamo qualsiasi possibilità di contagio. Il tutto viene spiegato sulla pagina Facebook Brecciarola la mia contrada, di cui sono amministratore. In questo modo abbiamo già fatto arrivare circa 300 mascherine nelle case dei breccialoresi. E altre ne consegneremo ancora».
Anche a Brecciarola di Casalincontrada un’altra giovane sarta, Enrica Basile, si è messa a cucire mascherine. In questo caso la sarta confeziona le mascherine che lascia in buste di plastica in una cassetta al di fuori della sua abitazione. Chi vuole passa e le prende.
A Guardiagrele la solidarietà passa attraverso la ditta tessile Filoflex di Davide Nicodemo che sta donando mascherine al Comune, l’ente provvederà a darle a chi svolge ruoli a contatto con il pubblico, ai negozianti, ai volontari della Croce rossa, ai medici di base e alle forze dell’ordine. Sono 100 le mascherine arrivate al Comune grazie all’azienda. «Il fondatore Antonino Nicodemo», ricorda il sindaco Simone Dal Pozzo, «venne nominato Cavaliere per una donazione di materassi in occasione del terremoto in Umbria nel 1997». Il Comune sta ora cercando di redigere una anagrafe delle persone fragili alle quali destinare le mascherine.
La solidarietà la fa da padrone anche a Roccamontepiano dove la ditta di Carmela D’Angelo sta continuando a realizzare mascherine per chi ne ha bisogno. Il sindaco Adamo Carulli fa sapere che le mascherine realizzate sono “monouso, non certificate ma comunque di buona qualità e con materiali utilizzati per prodotti sanitari. Realizzazione e distribuzione gratuita per tutta la comunità e anche altri paesi avvengono con il supporto della Neos Italia e del Berrettificio Diadema”.

