Il De Giorgio si allaga Gli studenti se ne vanno

Infiltrazioni d’acqua da vetrate e soffitti, non bastano secchi e stracci I ragazzi per protesta saltano le lezioni e scrivono alla Provincia
LANCIANO. Niente scuola, ieri, all’istituto professionale De Giorgio di via Barrella, e non per solidarietà con lo sciopero generale delle donne. Le lezioni sono saltate perché l’istituto del comprensivo Da Vinci-De Giorgio, selezionato tra le 50 migliori scuole d’Italia per i progetti di alternanza scuola-lavoro e uno dei più innovativi del territorio per uso delle nuove tecnologie, era completamente allagato. Gli intensi temporali di ieri misti a forti raffiche di vento che ne hanno aumentato la violenza e l’impatto contro la struttura, hanno allagato ogni cosa: atrio, aule, corridoi, bagni, laboratori, terrazzo. Una situazione talmente grave che diversi studenti, per protesta, si sono rifiutati di entrare in classe a fare lezione. Oltretutto il disagio era ancora maggiore dato che il riscaldamento risultava carente. Non sono bastati gli stracci per terra e secchi e cestini per raccogliere l’acqua che ieri gocciolava da ogni parte. I muri e i soffitti, gonfi d’acqua, hanno formato delle vistose macchie nei pannelli della controsoffittatura da dove fuoriusciva l’acqua piovana. Disagi anche nelle stanze istituzionali di segreteria e presidenza. Le infiltrazioni provengono dalle vetrate, dal soffitto e perfino dalle porte delle uscite di sicurezza.
Il terrazzo dell’ultimo piano, che funge da tetto, avendo i canali di scolo ostruiti è rimasto completamente invaso dall’acqua.
Questo ha provocato infiltrazioni nelle pareti che si sono gonfiate d’acqua e che potrebbero causare alla lunga anche dei crolli. Ed è proprio il terrazzo uno dei problemi più evidenti della struttura. A causa dei materiali utilizzati i canali di scolo invece che trasferire l’acqua altrove restano completamente ostruiti e formano delle vere e proprie esondazioni.
Di qui gli allagamenti, che si verificano ad ogni acquazzone o nevicata importante. Anche nelle scorse settimane, a seguito dell’ondata di gelo e neve, l’unica scuola a non riaprire i battenti il 23 gennaio fu proprio l’istituto professionale De Giorgio. A stabilirlo è stato lo stesso presidente della Provincia, Mario Pupillo, preoccupato dalle infiltrazioni di acqua dovute ai grossi accumuli di neve sul tetto costituito da vetrate e sul terrazzo.
Eppure non è la prima volta che il De Giorgio si allaga. La prima volta, quasi come per una beffa per una struttura costata quasi 5 milioni di euro, fu ad appena un anno dall’inaugurazione, nel 2010. Nell’ottobre di quell’anno, con le aule e i laboratori che ancora odoravano di nuovo, si sono verificati i primi gravi allagamenti. E ieri gli studenti, esasperati, hanno scritto una lettera alla Provincia. «Lamentiamo le continue, perduranti, gravi infiltrazioni di acqua nel nostro istituto che si verificano ogni qualvolta c’è un evento piovoso», scrivono i ragazzi che restano in stato di agitazione, «e che creano un forte disagio e una ripetuta interruzione delle attività didattiche, ostacolano il nostro diritto allo studio e pregiudicano lo svolgimento sereno dell’attività formativa. La mancanza di interventi risolutivi determina ormai una evidente criticità nelle strutture con distaccamento di intonaci, crolli di pannelli di soffittattura e disancoraggio del telaio delle finestre in muratura».
Gli studenti hanno anche evidenziato il mancato funzionamento dei termoconvettori che assicurano il riscaldamento e il crollo, ormai di diverso tempo fa, di un muro di contenimento del retro dell’edificio, mai riparato. «Il diritto allo studio in questa situazione è fortemente pregiudicato» commenta il preside, Gianni Orecchioni. Ieri a scuola si è recato un funzionario della Provincia che però ha spiegato che i tempi di intervento potrebbero essere ancora lunghi.
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