«Il deposito gpl è inadatto per Ortona»

1 Dicembre 2016

Intervista all’arcivescovo di Pescara Valentinetti tornato nella sua città natale per un incontro spirituale con 120 parroci

ORTONA. Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne, ha fatto ritorno nella sua Ortona per tenere degli incontri di carattere spirituale e di aggiornamento professionale, svoltisi nei locali dell'Hotel Mara in tre turni di presenza e che hanno visto la partecipazione complessiva di circa 120 parroci. In realtà gli incontri avrebbero dovuto tenersi altrove ma a causa del terremoto non è stato possibile.

Monsignor Valentinetti come ha vissuto queste giornate ortonesi?

«Sono stato felice. Qui ad Ortona mi fu affidata la mia prima parrocchia nel 1979 dopo aver concluso gli studi a Roma. Monsignor Leopoldo Teofili mi mandò ad aiutare l'amministratore parrocchiale don Tommaso Sanvitale nelle parrocchie di Cristo Re e Maria SS Immacolata, di cui poi divenni parroco. Mi sembra di essere tornato indietro di quasi quarant'anni, rivivo le stesse emozioni».

Che rapporto ha con Ortona?

«Un rapporto di grande affezione. È la mia città natale, dove ho vissuto la mia infanzia e il mio ministero sacerdotale, dato che fui parroco anche della chiesa di San Giuseppe e San Gabriele dell'Addolorata. Il mio legame però è soprattutto con la cattedrale di San Tommaso, dove ho vissuto tutti gli eventi più importanti della mia vita da un punto di vista di fede».

La città è alle prese con temi molto caldi. uno su tutti è l'insediamento del deposito di gpl al porto. qual è il suo parere a tal proposito?

«Io credo fermamente nel rispetto della natura e del territorio. Per cui al di là della pericolosità dell'impianto che potrebbe essere scongiurata con accorgimenti tecnici, non penso che una città come Ortona possa supportare una presenza così invasiva».

Altro argomento di dibattito è la riorganizzazione ospedaliera del Bernabeo.

«Non credo di avere le competenze per poter dare un giudizio in merito, possono farlo meglio i medici e chi necessita dell'ospedale. Ortona però con presenze come la Senologia e la Ginecologia Oncologica fa un grosso salto di qualità e assicura un importante standard occupazionale. Bisogna tuttavia garantire anche alcuni servizi di emergenza».

Nel 2017 ortona tornerà al voto per scegliere il proprio sindaco. su cosa dovrà lavorare il futuro primo cittadino?

«Mi auguro che gli schieramenti in campo presentino delle figure di amministratori che abbiano un livello culturale di spessore perchè Ortona ha bisogno di rilanciare la sua vocazione turistica. La bellezza del nostro paese è invidiabile: una Passeggiata Orientale così poche città ce l'hanno, ma è diventata un parcheggio autorizzato. C'è inoltre una notevole tradizione culturale, musicale con il compositore Francesco Paolo Tosti. E non va dimenticato il fatto che Ortona conserva le reliquie di San Tommaso Apostolo. Infine mi permetto di sottolineare l'aspetto commerciale ma anche turistico del porto, che è un fiore all'occhiello della città. Il punto è farlo funzionare al meglio, al di là della questione dell'autorità portuale sul quale si sta dibattendo».

Come vede il futuro di Ortona?

«Io sono ottimista di natura, quindi spero sia il migliore possibile. Ortona è stata sempre una città aperta al forestiero, per cui mi auguro che ci sia un sano meticciato con la presenza di italiani che vogliono stabilirsi qui e di persone provenienti da altri Paesi che possano trovare un'efficace integrazione».

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