Il dg convoca i dipendenti che fischiarono il rettore

Tre lavoratori amministrativi invitati nel “confessionale” di Del Vecchio E nella sede pescarese della d’Annunzio spuntano striscioni di protesta
CHIETI. Fischiare qualcuno non è un delitto, ma un innocuo atto di dissenso che in un Paese democratico deve poter essere esercitato in piena libertà e senza ripercussioni punitive.
Anche se quel sibilo rumoroso viene indirizzato al rettore di un Ateneo. Regola che evidentemente non viene osservata all’Università d’Annunzio dove tre dipendenti, dopo aver sonoramente fischiato Carmine Di Ilio, durante la consegna del premio Simpatia a Montesilvano, sono stati convocati nel «confessionale» del direttore generale Filippo Del Vecchio. Una paternale più che un richiamo, ma in ogni caso una iniziativa che, a caldo, ha lasciato interdetti i convocati a sorpresa. «Credevo fossi stato chiamato per un incarico lavorativo» confida uno dei tre dipendenti fischiatori «ho capito di cosa si trattava solo quando il dg, con tono serio mi ha chiesto: lei crede di aver fatto una cosa giusta? Fischiare il rettore Di Ilio a quella manifestazione?”». Stessa domanda rivolta agli altri due dipendenti convocati separatamente nel suo ufficio. «Io» riprende l’amministrativo «gli ho risposto che dopo l’orario e fuori dal luogo di lavoro sono libero di manifestare il mio dissenso come e quando voglio. Gli ho fatto capire che certi metodi non mi spaventano perché ritengo che la sospensione e la restituzione dell’Ima, 300 e passa euro al mese tagliati dai nostri stipendi sia una grave ingiustizia. Noi veniamo affamati» ho puntualizzato al dg «mentre i dirigenti inquattano a profusione altri tipi di indennità». Il dialogo sarebbe andato avanti per una buona mezz’ora. Arco di tempo nel quale Del Vecchio avrebbe ribadito «la necessità di recuperare quel denaro per ricostruire il Fondo a garanzia dell’Ima (indennità mensile di ateneo, ndr)».«Ma perché pagarlo noi dipendenti?» ho ribattuto «quando la gestione amministrativa deve essere controllata da rettore, cda e senato accademico?». La risposta di Del Vecchio: «Perché la legge dice così eppoi... I sindacati non contano più nulla. Siamo noi a dover mediare con il Mef (ministero dell’economia e finanze che ha bocciato il bilancio della d’Annunzio, ndr). Se continuate a protestare..molliamo tutto. Poi ve la vedete voi col ministero. Poi...fatevi risolvere i problemi da Napoleone! (ex dg dell’ateneo, ndr)».Insomma quei fischi non sono stati graditi, tanto da prendersi la briga di visionare il filmato della premiazione trasmesso su Rete 8 per «individuare i fischiatori». l’Insolita convocazione non ha fatto altro che alimentare la tensione in ateneo. Striscioni di protesta e indignazione sono comparsi nella sede pescarese. Nessuna comunicazione ufficiale, invece, dai sindacati.
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