Il Forum dell'acqua: "I fanghi dragati caricati nel mare di Punta Aderci a Vasto"

30 Maggio 2016

L'associazione ambientalista lancia l'allarme per i 33.500 metri cubi di fanghi da smaltire davanti alla Riserva naturale

VASTO. «Decine di migliaia di metri cubi di materiali dragati saranno gettati in mare proprio davanti ad una delle più belle spiagge italiane, quella di Punta Aderci». Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua lancia l’allarme sulle conseguenze del dragaggio del porto di Punta Penna sulla riserva naturale. E lo fa dopo aver preso visione degli elaborati tecnici presentati in Regione per la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale.

«Si prevede lo scarico a mare di decine di migliaia di metri cubi di sedimenti, in larga parte fango, in un sito di immersione localizzato proprio davanti alla spiaggia di Punta Aderci, appena oltre le tre miglia», fa sapere il Forum, «la distanza è un fattore importante per i costi, ovviamente si cercano aree vicine al punto di dragaggio. Il volume complessivo è di 33.500 metri cubi di sedimenti. A parte che lo scarico a mare di migliaia di tonnellate di materiali non è il massimo», sottolinea il movimento, «ma farlo proprio di fronte ad una delle più belle spiagge d’Abruzzo e dell’intero Adriatico, non ci pare proprio una scelta lungimirante. Ricordiamo che il materiale gettato in acqua può viaggiare in sospensione per decine di chilometri a seconda dello stato del mare (correnti, moto ondoso, stratigrafia della colonna d’acqua eccetera)». Il Forum evidenzia anche altri punti critici del progetto proposto dal Comune di Vasto.

«Mancano i dati ambientali relativi alle aree di immersione», continua il sodalizio, «si sostiene che verranno rilevati solo al momento della redazione del progetto definitivo. La valutazione ambientale viene fatta ora, però, ed è indispensabile fornire queste informazioni durante questa fase e non successivamente. Una parte imprecisata di sedimenti dragati sarà utilizzata per un ripascimento (con immersione davanti alle spiagge) a Casalbordino. L’indeterminatezza circa i materiali che saranno usati in maniera diversa è, a nostro avviso, un forte limite del progetto. Avendo già a disposizione i dati granulometrici e di qualità per l’area di dragaggio, ci pare strano che non sia stata fatta un’adeguata valutazione delle quantità in gioco tra immersione in mare e uso per ripascimento. A Casalbordino vanno 1.000, 5.000, 20.000 metri cubi? Si rimanda, invece, ad una successiva analisi sulla compatibiità del materiale con le spiagge di Casalbordino. A questo punto sorge una domanda: la procedura ambientale che cosa ci sta a fare? I proponenti devono dire in questa fase se è compatibile o meno con la spiaggia di Casalbordino il materiale che si preleva al porto di Vasto».

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