Il fuoco devasta l’edicola Filmato il piromane

17 Marzo 2017

Prima di appiccare le fiamme ha forzato la porticina laterale e la serranda

CHIETI. Si sono salvate solo le locandine dei giornali, sistemate all'esterno, in un angolo dell'edicola. Il resto è bruciato tutto. Quando i vigili del fuoco sono arrivati in via Discesa delle Carceri, davanti all’ex pediatrico, hanno trovato l’edicola di Roberto Settimio ormai completamente avvolta dalle fiamme. Ma quello che non è sfuggito agli occhi esperti dei pompieri è che, nonostante il rogo, c’erano chiari segni di effrazione. Non vi è dubbio, dunque, che l’incendio non può essere partito da solo a causa di un cortocircuito. Qualcuno si è introdotto nell’edicola e ha appiccato il fuoco, non si sa se in maniera fortuita o volontariamente. Una porta laterale è stata trovata aperta e apparentemente forzata e, soprattutto, è stata trovata completamente alzata la serranda posta all’ingresso principale del gabbiotto.

L’edicola era stata comprata sette anni fa da Settimio, quarantacinquenne teatino che in una notte ha visto andare in fumo tutti i suoi risparmi. «Quando mi hanno chiamato i carabinieri», ha raccontato l’edicolante, «intorno alle 4 di notte, sulle prime ho pensato a uno scherzo degli amici. Poi quando sono arrivato sul posto mi sono dovuto rendere conto a fatica che era tutto vero». Fratello di Annalisa Settimio, punto di riferimento di Sinistra italiana in città, il 45enne aveva deciso di rilevare l’edicola quando aveva chiuso la ditta per la quale lavorava. «L’edicola», rivela, «era il sogno di mio padre Rocco Settimio, che aveva fatto lo “strillone” per il Messaggero».

L’allarme è partito alle ore 2.47 della notte tra mercoledì e giovedì. È un residente della zona ad aver visto per prima le fiamme e ad aver telefonato ai vigili del fuoco che si precipitano, e non è un modo di dire, sul posto. Ci hanno impiegato 4 minuti: a stare al verbale redatto al termine dell’intervento, le operazioni di spegnimento sono iniziate alle 2.51. Le hanno ultimate alle 4.45. Sono arrivati con due mezzi (un’autopompa con serbatoio e un’autobotte) e sei uomini capitanati dal caposquadra Angelo Di Fazio.

Le operazioni di spegnimento non sono state facili. Sia perché la struttura interna dell’edicola è in legno, sia per il contenuto costituito tutto da carta. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri al comando del maggiore Federico Fazio ai quali Settimio ha sporto denuncia dicendo, tra l’altro, di non avere problemi con nessuno e di non aver ricevuto minacce o intimidazioni. Ha detto anche di aver preso come sempre l’incasso di giornata che non lasciava mai la sera in edicola e di non avere gratta e vinci in vendita. Infine ha detto di aver chiuso la saracinesca all’entrata principale che poi è stata ritrovata alzata. È stata quella la porta d’ingresso per i malintenzionati, perché la porticina laterale, una volta aperta, ha rivelato un’altra porta, una sorta di grata con una serratura che sembra non sia stata forzata.

Il mattino dopo i carabinieri sono tornati sul posto in cerca di telecamere di videosorveglianza. Il nuovo comandante della Stazione di Chieti principale, luogotenente Enrico Bicocca, ne ha individuata una all’entrata della vicina sede del Sert (il Servizio della Asl per le tossicodipendenze) che punta esattamente sull’edicola. Le immagini sono state acquisite e ora devono essere visionate.

Arianna Iannotti