«Il futuro del Ducato è qui» Fim discute su Sevel 2021

12 Febbraio 2020

Torna il direttivo 3 mesi dopo la cancellazione del monte ore sindacale dell’azienda Il leader Apetino: sì al nuovo modello di veicolo commerciale e alla versione elettrica

ATESSA. «Il futuro del Ducato deve passare per l’Abruzzo». È il monito del segretario nazionale Fim-Cisl, Raffaele Apetino, all’indomani del direttivo Fim di Sevel, convocato dopo tre mesi di azzeramento del monte ore sindacale da parte della direzione aziendale. La Fim infatti aveva ingaggiato un aspro braccio di ferro con Sevel in seguito all’impostazione dei nuovi turni di lavoro, passati da 15 a 17.
«La battaglia paga», commenta Apetino, «e non è detto che il sindacato non possa discutere con l’azienda all’interno del contratto collettivo specifico, anzi, l’obiettivo è proprio quello di cercare soluzioni condivise». «Grazie alla nostra presa di posizione», interviene il segretario di Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «abbiamo ottenuto 35 euro di incentivo detassato per il turno pomeridiano del sabato che si aggiungono ai 144 euro in più sulla paga base. Da febbraio scorso i dipendenti Sevel hanno ricevuto ben tre premi aziendali». «Se dobbiamo accettare supinamente ogni politica intrapresa dall’azienda», arringa i delegati Fim, Bologna, «allora è meglio che non esista più il sindacato: non serve al territorio e non serve ai lavoratori. Invece dobbiamo tornare a fare sindacato tra la gente, a rimettere la palla al centro e a ripartire con orgoglio. Non è scontato ciò che abbiamo fatto con la questione turni, e grazie a questo abbiamo portato a casa un risultato».
Intanto si discute anche del futuro di Sevel. «Nel 2021», spiega Apetino, «sarà perfezionata la fusione con il closing. In questi mesi infatti si sta applicando una sorta di memorandum d'intesa. Quello che sappiamo è che nell’incontro di dicembre con l’amministratore delegato di Fca, Pietro Gorlier, ha confermato che i due piani industriali di Fca e Psa andranno a completamento. Questo significa che si procede con il nuovo modello di Ducato e anche con la versione elettrica». Ma l’azienda deve dare delle risposte. «Manca una garanzia industriale sui volumi dei prossimi mesi», rimarca il segretario nazionale Apetino, «e di qui al 2021 abbiamo chiesto il check di tutti gli stabilimenti Fca in Italia. La cosa su cui ci battiamo da sempre è il mantenimento dei livelli occupazionali. In Sevel chiederemo che vengano stabilizzati i 600 precari con contratto a tempo determinato».
Intanto si fa una riflessione anche sul tessuto industriale automotive. «Sevel traina il 35% del Pil regionale», sottolinea Apetino , «ed è fondamentale per la tenuta delle piccole e medie imprese dell'indotto». «In Italia», ragiona Bologna, «stiamo assistendo a una guerra tra province e l’ultimo caso della Faist lo dimostra. Dobbiamo essere più forti e attrattivi sulle infrastrutture e i servizi, una cosa che dico da almeno vent'anni».
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