Il “Genova Rulli” è in abbandono Vandali saccheggiano i suoi tesori

8 Febbraio 2017

Negli anni ’60 ha ospitato il tribunale poi l’oblio: nel 2012 furono scoperti simboli per riti satanici Il consigliere Prospero (Ppv) sollecita la giunta: il suo recupero può rilanciare tutto il centro storico

VASTO. Dell’antico splendore resta ben poco. Il Palazzo Genova Rulli, di proprietà della Curia arcivescovile ma ceduto nel 2006 al Comune in comodato d’uso gratuito, si presenta fatiscente, decadente e nel più completo degrado. L’intero fabbricato, che contiene al suo interno stucchi e decori di pregio, è in totale abbandono, in balia di vandali, le cui incursioni sono facilmente desumibili dalle condizioni dell’immobile assurto agli onori delle cronache locali, negli anni scorsi, per presunti riti satanici in seguito al rinvenimento di una bambola appesa ad una corda, con un chiodo conficcato in testa ed un moncone di braccio in bocca. A riaccendere i riflettori sulla struttura, che negli anni Sessanta ha ospitato il tribunale, è Francesco Prospero, consigliere comunale di Progetto per Vasto, il quale in una interpellanza chiede conto delle intenzioni dell’attuale amministrazione circa il recupero e la messa in sicurezza del fabbricato che all’interno ospita un giardino botanico infestato di erbacce e con colonne pericolanti. «Dopo undici anni dalla sottoscrizione del contratto di comodato d’uso, il complesso Genova Rulli non risulta essere stato interessato da alcun intervento da parte delle amministrazioni comunali che si sono susseguite dal 2006 ad oggi», annota l’esponente della minoranza consiliare, «l’edificio, uno dei tesori del nostro centro storico, si presenta fatiscente, decadente, abbandonato e pericoloso. Alcuni malfattori, visto l’abbandono dell’antico edificio, si sono introdotti trafugando all’interno preziosi rivestimenti, decorazioni e accessori».

Nel sottolineare che «il recupero del complesso immobiliare costituirebbe uno strumento per il rilancio e la riqualificazione del centro storico» , Prospero chiede al sindaco Francesco Menna «se l’attuale amministrazione, dall’inizio del proprio mandato, abbia programmato o progettato interventi di recupero, se sono stati chiesti finanziamenti e quali siano le intenzioni della giunta in relazione alle proposte presentate da alcune associazioni per il recupero del giardino botanico». Non è la prima volta che le minoranze sollevano il problema dello stato di abbandono del Palazzo Genova Rulli. Durante la gestione dell’ex sindaco Luciano Lapenna era stato Etelwardo Sigismondi, all’epoca onsigliere comunale di Fratelli d’Italia-An, a chiedere interventi per la messa in sicurezza dello storico edificio e dei decori presenti al suo interno, oltre al tamponamento temporaneo delle aperture per evitare infiltrazioni, l’accesso di volatili, che lo avevano trasformato in una piccionaia, e per impedire che ignoti potessero entrarvi, come è successo e a quanto pare succede di frequente. Nel 2012 l’immobile fu al centro dell’attenzione mediatica a causa del rinvenimento in alcuni locali di una bambola appesa ad una corda con una stella a cinque punte disegnata sulla fronte (uno dei principali simboli dell’occulto), un chiodo conficcato in testa e il moncone di un braccio in bocca. Gli occhi della bambola erano colorati di bianco. Una scena inquietante che, insieme ad alcuni simboli disegnati su alcune porte, diede la stura ad una serie di interrogativi altrettanto inquietanti. Il raccapricciante filmato fece il giro del mondo su Youtube. Se fossero o meno riti satanici non è stato accertato. Certo è che l’edificio è in evidente degrado, per ristrutturarlo occorrono diversi milioni di euro.

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