Il giallo dei cartelli stradali mai visti prima sulla strada

12 Maggio 2017

Per la morte dei fratelli Timperio in 4 rischiano il processo per omicidio colposo Il giudice rinvia tutto: vuole testimonianze sui due obblighi di velocità mai notati

CHIETI. Spuntano due cartelli stradali che mai nessuno aveva notato sul luogo dell’incidente dove hanno trovato la morte Pierpaolo e Valentina Timperio. Sul ponte maledetto di Miglianico, la notte del 26 ottobre 2014, quando la Fiat 500 dei due fratelli ha sfondato il guardrail finendo nel fiume Foro, ci sarebbero stati due obblighi di velocità che chiedevano di non superare una certo limite sulla provinciale 33. Pare che in un caso si trattasse dei 20 chilometri all’ora e in un altro caso dei 30 all’ora. La 500 dei due fratelli, 27 anni lui e 23 lei, sembra viaggiasse a 65 chilometri all’ora. Il particolare dunque non è di poco conto, visto che il giudice Luca De Ninis deve decidere se mandare a processo per omicidio colposo quattro persone.
Gli imputati sono il dirigente del settore viabilità della Provincia Carlo Cristini, difeso dall'avvocato Alessandro De Juliis, il frentano Pasqualino Scazzariello, coordinatore della manutenzione stradale, difeso dai legali Domenico Scazzariello e Agostino Chieffo, Antonio Di Valerio, di Serramonacesca, responsabile del distretto, assistito dall'avvocato Martina Primiterra e, infine, Raffaele Troiani, francavillese, coordinatore della vigilanza delle strade, difeso da Roberto Serafini. Ieri mattina il giudice De Ninis avrebbe dovuto prendere una decisione, ma ha preferito andare con i piedi di piombo. Ha prima rinviato l’udienza al pomeriggio, per poter ascoltare alcune spiegazioni da parte del consulente tecnico Gianfranco Di Giovanni, e poi ha rinviato tutto al 28 settembre (prescrizione sospesa) quando un avvocato ha sollevato la questione dei cartelli stradali di cui nessuno si era accorto prima.
La presenza dei due obblighi di velocità pare sia sfuggita a tutti. Anche a chi ha condotto le indagini. Nessuno ne aveva parlato prima sin quando non l’ha tirata fuori l’avvocato Serafini per alleggerire la posizione di Troiani. Come mai dei due cartelli nessuno si era accorto prima? Forse perché erano poco visibili? O forse perché sono apparsi solo dopo l’incidente quando la strada era ancora più insicura dopo la rottura del guardrail? Le domande sono rinviate a settembre, per ascoltare due cantonieri. Intanto ieri la mamma dei due ragazzi, Catia Paravia, assistita dall’avvocato Andrea Piccoli, si è costituita parte civile. La signora ha citato anche la Provincia sul piano civile in un procedimento che va di pari passo con quello penale e si è avvalsa della consulenza della società di patrocinatori stragiudiziali Studio 3A. Ieri era presente anche il padre dei ragazzi, Nando Timperio, che nel processo, assistito dall’avvocato Marco Di Paolo, è parte offesa. (a.i.)