Il giallo dura troppo poco «Il semaforo è fuorilegge»

19 Aprile 2017

Giudice di pace di Chieti accoglie il primo ricorso contro l’impianto di Sambuceto Per mesi e con la telecamera ha sanzionato migliaia di automobilisti abruzzesi

CHIETI. Tre secondi sono troppo pochi. Se la durata del giallo è troppo breve, le multe per essere passati col rosso al semaforo vanno annullate. Lo ha stabilito il giudice di pace di Chieti Clementina Settevendemie pronunciandosi sul ricorso di uno dei tanti multati con il sistema delle fototrappole che immortalano chi attraversa col rosso. I semafori dotati di questo particolare sistema di telecamere che non lascia scampo si trovano a San Giovanni Teatino in via Po, zona Metro, e sulla Tiburtina, tra l'aeroporto e l'Auchan.

MULTE A RAFFICA. I sistemi di rilevazione elettronica delle infrazioni sono attivi 24 ore su 24 ai due semafori e sono preceduti da cartelli di segnalazione. Ma nonostante gli avvisi, sono tantissimi gli automobilisti che si sono visti recapitare la sanzione a casa. Le fototrappola hanno fatto la loro comparsa ad agosto dell’anno scorso e nell’arco di due mesi ci sono state oltre mille multe. Le sanzioni vanno da 163 euro con decurtazione di 6 punti sulla patente alla sospensione del titolo di guida da uno a tre mesi in caso di seconda infrazione a meno di due anni dalla prima. E insomma, non c’è da scherzare.

SCACCO ALLA FOTOTRAPPOLA. Quello emesso dal giudice di pace di Chieti è il primo ricorso arrivato sul funzionamento dell’odiato semaforo all’incriocio tra via Po e via Tevere. Il giudice ha accolto il ricorso dell’automobilista nonostante dalla documentazione fotografica si vedesse chiaramente che c’è stato attraversamento con il rosso. Il motivo dell’accoglimento sta nel fatto che il giallo durava troppo poco: «Con riferimento alla congruità della durata della luce gialla del semaforo», scrive infatti il giudice di pace, «la contestazione è legittima». La Settevendemie fa riferimento sia al codice della strada che alla Cassazione. Il codice della strada (art. 41) i fissa tempi di durata tra i 4 e 5 secondi e dice che il tempo «non può mai essere inferiore ai 3 secondi».

La Cassazione «ha chiarito che nonostante il limite dei 4 secondi non sia un dato inderogabile, ciò che condiziona essenzialmente il limite di durata del giallo è lo stato dei luoghi. I tempi del giallo», scrive ancora il giudice, «non possono essere scelti arbitrariamente dai Comuni, ma occorre fare riferimento a puntuali regole tecniche. Generalmente vengono adottati tempi minimi di 4 secondi in ambito urbano e di 5 secondi in ambito extraurbano. Particolarmente importante per la definizione del tempo della luce gialla è la valutazione del tipo di veicoli circolanti sull’incrocio: con la presenza del traffico pesante non si può scendere sotto ai 4 secondi. Nel caso di specie è fatto notorio che non si tratti di un centro abitato, per cui sono considerati legittimi i 3 secondi del giallo, ma di zona industriale dove transitano frequentemente mezzi pesanti. Alla luce delle suddette valutazioni», conclude la Settevendemie, «appare evidente che la durata del giallo del semaforo è inadeguata al raggiungimento dell’obiettivo di salvaguardia della sicurezza della strada interessata».

STATO DI NECESSITÀ. Un altro giudice di pace di Chieti, invece, dà ragione a un vigilante multato per essere passato col rosso all’altro semaforo con telecamera, quello all’incrocio dell’Auchan. Il giudice Mariaflora Di Giovanni ha accolto il ricorso perché ha riconosciuto che il conducente dell’auto multata «si trovava ad attraversare con il rosso poiché accorreva per dovere d’ufficio presso una ditta dove era scattato l’allarme anti intrusione».