Il gpl al porto è pericoloso? La parola passa agli esperti

Ortona, la Arduini (Wwf) chiede di consultare uno scienziato prima di partire Per l’ambientalista i cinque serbatoi e le navi gasiere possono celare rischi
ORTONA. Una consultazione pubblica, con pareri di esperti super partes, per informare la cittadinanza su tutto ciò che c'è da sapere riguardo all'installazione del deposito gpl nell'area portuale di Ortona. È ciò che chiede il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina Onlus, attraverso il proprio presidente Fabrizia Arduini.
Nel febbraio 2015 il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale ha deciso che il deposito di gpl da 25mila metri cubi al porto di Ortona non ha ripercussioni negativi o significativi sull'ambiente, esonerando di fatto il progetto per gli impatti ambientali, ad un procedimento più accurato come la Via - Valutazione di Impatto Ambientale. Successivamente è arrivato anche il parere favorevole dei vigili del fuoco durante la riunione del Comitato Tecnico Regionale, con la prescrizione però che il Comune informi debitamente la cittadinanza.
«Da subito, attraverso un comunicato stampa, facemmo richiesta all'amministrazione comunale di procedere ad una sana e moderna consultazione pubblica, con pareri tecnici super partes», dicono dal Wwf. «Oggi anche la legislazione italiana, spesso lontana dall’evolversi degli scenari, è arrivata a questo, dovendo recepire una direttiva che di fatto rendesse più sicura la normativa sugli incidenti rilevanti, che spesso hanno conseguenze gravi. Il deposito sorgerebbe in un porto che è il proseguo del centro vitale della città, e la cui direttrice viaria e ferroviaria, viaggia a ridosso e al di sotto del cuore della città. Una esplosione della ferrocisterna sarebbe devastante, potrebbe esserlo molto più di quella accaduta a Viareggio nel 2013, per il deragliamento di un treno merci, in cui sono morte 33 persone. La nostra stazione è a ridosso di una collina di arenaria, che secondo la Carta di Pericolosità da Frana, è in pericolosità molto elevata - P3 -. Inoltre in estate le autocisterne viaggerebbero a ridosso di un'area frequentatissima come il Lido Saraceni».
Il Wwf, a testimonianza dell’imponenza del deposito, elenca qualche dato: «Il deposito della Seastok srl, controllata da Tosto srl, prevede 5 serbatoi tumulati da 2.700 metri cubi cadauno, il carico avverrà con navi gasiere da 10mila o 5mila tonnellate, che di volta in volta andranno a scaricare attraverso una pipeline-condotte di collegamento. Per 220 giorni all'anno ci sarà un traffico di 50/60 grandi autocisterne per 6/8 veicoli l’ora».
Numeri importanti che, secondo l'organizzazione ambientalista, non possono prescindere dalle volontà della cittadinanza, la quale proprio per questo deve essere informata nel dettaglio.

