Il ladro in infradito incastrato dalla testimonianza del padre

2 Febbraio 2021

Il 36enne pescarese prova a svaligiare un autolavaggio sulla strada Val di Foro insieme a un complice Il genitore, convocato in caserma dai carabinieri, riconosce il figlio nelle immagini delle telecamere

VILLAMAGNA. A incastrarlo è stato il racconto del padre. «Quell’uomo con i pantaloncini corti, la maglia rossa e le infradito è mio figlio», ha detto senza tentennamenti quando i carabinieri gli hanno mostrato le immagini riprese dalle telecamere durante un tentativo di furto andato in scena in un autolavaggio di Villamagna, sulla strada Val di Foro. Grazie alla testimonianza del genitore, un uomo di 58 anni che non si è mai rassegnato alla vita sregolata di quel figlio che non vuole proprio saperne di mettere la testa apposto, il ladro è stato identificato e denunciato alla procura della Repubblica di Chieti: si tratta di un 36enne residente in provincia di Pescara.
Tutto comincia una sera dello scorso settembre. Due uomini, a bordo di una Fiat Panda, arrivano davanti all’autolavaggio con l’obiettivo di scardinare la cassetta cambiamonete. Una volta scesa dall’auto, la coppia di malviventi si guarda intorno per accertarsi che non ci siano persone in zona. A questo punto, prendono dal portabagagli un piede di porco e iniziano a forzare il box: il tentativo di arrivare al denaro va avanti per otto minuti, ma i ladri non riescono a raggiungere l’obiettivo e si allontanano in auto a tutta velocità. La mattina successiva il titolare dell’autolavaggio nota i danni all’esterno dell’attività e si presenta in caserma per denunciare l’episodio: peraltro, già in passato ha subito raid analoghi. Le indagini dei carabinieri del maggiore Massimo Capobianco scattano immediatamente. Il punto di partenza sono le immagini catturate dalle telecamere, perché la targa dell’autovettura è stata ripresa con nitidezza. Gli investigatori sono scettici: chi andrebbe mai a mettere a segno un furto con una macchina riconducibile a se stesso in modo così lampante? Il veicolo risulta intestato a un 58enne della provincia di Pescara. L’uomo viene convocato in caserma: i carabinieri gli chiedono dove fosse il giorno del furto, ma lui ha un alibi di ferro perché era al lavoro fuori Abruzzo e aveva lasciato l’automobile a casa. Nel momento in cui gli investigatori gli mostrano le immagini del raid, l’uomo non ha dubbi: uno dei ladri è suo figlio. Il genitore si sfoga anche davanti ai militari, dicendo di averle provate tutte per riportare sulla buona strada il ragazzo, ma senza risultati. E adesso il 36enne dovrà rispondere anche di concorso in tentato furto aggravato e danneggiamento.