Il M5S accusa: il Comune è già in dissesto

10 Marzo 2019

Scuolabus, mattatoio e piscina in vendita, Argenio: una presa in giro per aggiustare i conti sulla carta

CHIETI. «Il dissesto è già sotto gli occhi di tutti. Il vero irresponsabile è chi fa finta di non vederlo». Lo afferma il consigliere comunale del M5S Ottavio Argenio che commenta così la decisione dell’amministrazione Di Primio di vendere scuolabus, mattatoio e piscina comunale per fare cassa. Le misure sono contenute nel «piano triennale 2019-2021 per l’individuazione di misure finalizzate al contenimento delle spese di funzionamento» approvato dalla giunta. «Siamo di fronte all’ennesima presa in giro in vista dell’approvazione di un bilancio previsionale che sarà, al pari degli ultimi approvati, equilibrato solo sulla carta, o meglio solo a chiacchiere», dice Argenio, «il sindaco dice che siamo degli irresponsabili ad invocare il dissesto ma il punto non è questo. Noi non invochiamo nulla. Il dissesto è già una realtà».
Secondo il M5S, le decisioni sulle vendite comunali dovrebbero passare dal consiglio comunale. Ma è proprio in consiglio che la maggioranza di centrodestra traballa ritrovandosi senza numeri. «È evidente lo svuotamento dei poteri del consiglio da parte della giunta», dice Argenio, «con questo modo di procedere, il consiglio viene svuotato di qualsiasi tipo di iniziativa e dei poteri fondamentali come quello di emanare atti di indirizzo politico che indichino un obiettivo da raggiungere e la strada da seguire. Addirittura in questo documento è un dirigente del Comune a dire cosa bisogna fare: vendere piscina e mattatoio entro il 2019. Fermo restando che il dirigente può legittimamente indicare, consigliare, proporre, quella che ritiene la soluzione a un determinato problema», prosegue il consigliere, «nel caso in questione si ha la sensazione che tutte le decisioni siano state già adottate senza il minimo coinvolgimento dell’organo politico nella sua interezza e nella sua rappresentatività».
Il documento comunale sui tagli dà lo stop forzato alle associazioni che occupano locali comunali senza pagare l’affitto: «Sono passati ben 4 anni», prosegue Argenio, «da quando abbiamo chiesto per la prima volta l'elenco completo ed aggiornato degli immobili comunali al fine di sapere quanti sono e quali sono. Quali quelli concessi in locazione, a chi sono stati affittati, quanto dovrebbe pagare ciascun conduttore e quanto ha effettivamente pagato fino a oggi. Leggere oggi che si deve ancora procedere alla ricognizione del patrimonio immobiliare e alla distinzione degli immobili ad uso abitativo da quelli adibiti a servizio è la prova che nulla è stato fatto».