Il M5S: la Regione in ritardo sull’ospedale

Marcozzi e Stella contro Febbo: «Solo promesse e zero interventi, il distretto Asl chiuso da un anno»
CHIETI. La sanità teatina torna a essere teatro di battaglia politica. Dopo la visita al Santissimo Annunziata del consigliere regionale Mauro Febbo (Forza Italia), replicano ora due consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi e Barbara Stella. Marcozzi accusa Febbo di essere in ritardo, visto che sono già passati quasi due anni di amministrazione regionale «in silenzio», dice la consigliera, rispetto ai problemi dell’ospedale teatino. Quanto agli investimenti di cui ha parlato l’ex assessore Febbo, «finora, non ne abbiamo riscontri se non nelle promesse della maggioranza». La consigliera poi passa a sollevare diverse criticità della sanità locale, chiedendo «tempi certi sull’acquisto della Pet-Tac in modo da non costringere pazienti oncologici a fare analisi delicate in un container». Chiede inoltre di sapere quando sarà utilizzabile l’acceleratore lineare promesso e quando saranno completati gli adeguamenti strutturali su cui si fa propaganda prima ancora che siano conclusi». E infine riapre la vicenda del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale, che M5S ha inteso fin da subito bloccare «per denunciare lo sperpero di denaro pubblico a cui saremmo andare incontro». Anche su questa battaglia Febbo si sarebbe «accodato» solo in un secondo momento e sempre «in ritardo».
Arriva anche l’affondo della collega Stella che ricorda la chiusura, ormai oltre un anno fa, del distretto sanitario dello Scalo: «Non ci sono ancora soluzioni concrete per la riapertura, in un momento in cui», sottolinea Stella, «la medicina territoriale è fondamentale per un’assistenza sanitaria più efficiente. La carenza di personale, reparti senza primario come la Cardiochirurgia teatina, l’obsolescenza dei macchinari, sommati a una scarsa programmazione, continuano a causare numerosi disservizi che ho continuato a denunciare e che il governo regionale è chiamato a risolvere, non con annunci e promesse non mantenute». E anche la visita in ospedale di Febbo, per la consigliera M5S, rientra in una politica fatta di «spot pubblicitari senza di fatto risolvere le questioni, salvo poi rifugiarsi nell’emergenza pandemica come pretesto per nascondere le proprie responsabilità sotto il tappeto». (a.i.)

