Il magistrato chiamato già 10 anni fa da Marfisi
LANCIANO. Veste i panni del Mastrogiurato con 10 anni di ritardo dalla prima richiesta fatta dall’allora presidente dell’associazione storica e suo amico fraterno, Danilo Marfisi, ed è per questo che...
LANCIANO. Veste i panni del Mastrogiurato con 10 anni di ritardo dalla prima richiesta fatta dall’allora presidente dell’associazione storica e suo amico fraterno, Danilo Marfisi, ed è per questo che il giudice Antonio Didone, Mastrogiurato per l’edizione numero 40, si è presentato dicendo: «Scusate il ritardo». Sorridente Didone, lancianese doc, 72 anni, consigliere della Prima sezione civile della Corte di Cassazione, magistrato dal 1977, ha subito ricordato Danilo, compianto presidente dell’associazione, con il quale ha diviso gli studi universitari e si è detto «onorato per la scelta» e, soprattutto, «felice perché esaudisco il suo desiderio». Ed è stato caparbio Marfisi nel volere Didone Mastrogiurato. «Per motivi personali 10 anni fa gli dissi di no e gli chiesi di aspettare il mio pensionamento», racconta Didone. «Nel 2020, andato in pensione, Danilo mi ha chiamato e mi disse che mi avrebbe voluto per il quarantenario. Eccomi qui, anche se purtroppo lui non c’è». Didone magistrato lo è nella vita: è stato infatti giudice fallimentare nei tribunali di Sondrio, Sulmona, Vasto e Pescara, è stato anche giudice civile e penale. È consigliere di Cassazione e docente di procedura civile dell’università di Teramo oltre che autore, curatore e coordinatore di numerosissime opere in materia fallimentare. «Conosco questa manifestazione benissimo», spiega Didone, «da lancianese doc ma soprattutto perché ero praticante al tribunale di Lanciano, alla fine degli anni ’70, quando ho sentito per la prima volta parlare di Mastrogiurato dall’avvocato Luigi Russo (ideatore della rievocazione) e ne ho capito l’importanza. Per me sarà un onore vestire quei panni e recitare quella formula antica eppure straordinariamente attuale». (t.d.r.)

