Il Marrucino dà in adozione le sue poltrone

25 Ottobre 2014

Pochi soldi per rimetterle in sesto? Il teatro chiede aiuto ai cittadini che amano la cultura e Chieti

CHIETI. Adottare una posto a sedere del Marrucino per sostenere la cultura e al tempo stesso rilanciare l'economia locale. Si chiama "Adotta una poltrona" l'iniziativa della Deputazione teatrale Teatro Marrucino e Confartigianato Imprese Chieti. L'idea di una campagna di fund raising (ricerca dei fondi) parte dall'esigenza di conservare, tutelare e preservare il patrimonio mobile ed immobile del Teatro Marrucino e garantire il ripristino funzionale delle sedute dei palchi, non a norma e in moltissimi casi malandate e bisognose di restauro. Ma i fondi necessari non ci sono, di qui l'idea di fare un appello ai cittadini, frequentatori del Marrucino, melomani, semplici appassionati e sostenitori della cultura di contribuire alle spese "adottando" il costo dei lavori di restauro delle poltrone. Ad occuparsi della raccolta fondi è la stessa Confartigianato che mette a disposizione tappezzieri e falegnami della Provincia di Chieti ad un costo di restauro convenzionato. In occasione del rifacimento delle sedute si provvederà anche a dotare le poltrone di tappezzeria ignifuga e a norma di legge. Tutto possono partecipare: persone fisiche a partire dal 18esimo anno di età, persone giuridiche e anche enti e associazioni. La raccolta è già partita da qualche giorno. Il costo del restauro di una poltrona con braccioli è di 230 euro; per una poltrona senza braccioli la spesa è invece di 180 euro, mentre riparare un pouf costa 90 euro.

Chi contribuisce al restauro può indicare per la targa di ciascuna seduta una terna di nomi di personaggi della musica, della lirica, dello spettacolo e della storia del Teatro Marrucino o di personalità del mondo della cultura teatina e abruzzese. I nomi dei contribuenti saranno invece pubblicati sul sito del teatro. «Abbiamo sposato questa iniziativa - spiega Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Imprese Chieti - per il bene della cultura e perché riteniamo che il Marrucino sia un gioiello della città che va per questo preservato. Allo stesso tempo diamo una mano all'artigianato e all'economia locali».

Daria De Laurentiis