Il Marrucino ritorna alla città, doppia festa per la fine dei lavori

6 Ottobre 2021

Domani la cerimonia di apertura del teatro e venerdì la prima opera lirica con la “Traviata” di Verdi Ecco le poltrone con gli schermi digitali, nuovo pavimento in sala e arredi: interventi da 650mila euro

CHIETI. Terminati i lavori di ristrutturazione, il teatro Marrucino torna alla città. Domani pomeriggio ci sarà la cerimonia di riapertura in attesa della prima opera lirica della stagione, “La Traviata” di Verdi. La prima ci sarà venerdì, con replica alla domenica. È la riapertura del teatro dopo il più importante intervento di ristrutturazione degli ultimi decenni e i mesi di chiusura dovuta al Covid. Simbolo di ripartenza non solo della cultura in generale, ma anche della città intera.
CERIMONIA DI RIAPERTURA Domani alle 19.30 si terrà la cerimonia per la riconsegna simbolica alla città. Un nuovo inizio reso possibile dalla Soprintendenza Archeologia di Chieti e Pescara che ha messo a disposizione oltre 650mila euro di fondi per la ristrutturazione. Per festeggiare la riapertura, partirà anche una serie di visite guidate che consentiranno alla città di riappropriarsi, materialmente, del teatro. Verrà inoltre riproposta la mostra “Giù il Sipario” che racconterà la storia bicentenaria del Marrucino attraverso documenti autentici, con un video di approfondimento storico sulle fasi di realizzazione del sipario dipinto dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli nel 1875 e l’esposizione straordinaria al pubblico dello studio originale realizzato dall’artista nel 1873. Il presidente della deputazione teatrale Giustino Angeloni annuncia che la settimana di visite guidate partirà dal 16, con prenotazione e rispetto delle prescrizioni Covid. I giorni in cui si potrà visitare il teatro sono il 16, 17, 21, 22, 23 e 24 ottobre.
TEATRO PIÙ INCLUSIVO «Siamo orgogliosi e fieri di poter restituire a nuova vita uno dei luoghi più belli e prestigiosi della nostra città», dicono il sindaco Diego Ferrara e il vice Paolo De Cesare, «lo facciamo dicendo grazie alla Soprintendenza che ha reso possibili i lavori, interventi che sono a costo zero per la città, e invitando i cittadini, soprattutto i più giovani, a frequentare il teatro. Perché è un simbolo di identità culturale di cui tutta la comunità può e deve sentirsi orgogliosa e perché appartiene a Chieti, all’Abruzzo e all’Italia». «Abbiamo messo in campo un progetto infrastrutturale integrato», spiega la soprintendente Rosaria Mencarelli, «finalizzato a conservare, mettere in sicurezza, riqualificare e rendere ampiamente fruibile uno dei più rilevanti beni architettonici abruzzesi. Una inclusività non solo finalizzata al superamento delle barriere architettoniche ma anche di tipo sociale, economico e culturale, per riconoscere al teatro tutto lo straordinario potenziale inclusivo che è in grado di generare».
RISTRUTTURAZIONE Il progetto di ristrutturazione è stato presentato nel 2019 dalla Soprintendenza al ministero della Cultura e nello stesso anno è stato approvato con l’assegnazione alla Soprintendenza dell’importo di 657.847 euro. La responsabilità del procedimento è stata affidata all’architetto Aldo Giorgio Pezzi, funzionario della Soprintendenza, la progettazione e direzione lavori è dell’architetto Salvatore Polimeno. È stato rimodulato tutto il sistema delle sedute dei palchi e della platea, anche inserendo dispositivi multimediali sugli schienali. Le sedie di platea sono smontabili per consentire il recupero di spazi. Un nuovo pavimento in marmo portoro bicromo disposto a scacchiera inaugura l’ingresso e il nuovo parquet in legno della sala rinnova lo storico ambiente. Al posto della piattaforma elevatrice c’è ora un ascensore in cristallo che consentirà a persone con ridotta abilità motoria di raggiungere il palcoscenico, messo in sicurezza come pure i palchetti. Lavori di restyling sono stati realizzati dalla deputazione teatrale: dalla sostituzione del sipario, dei velluti, della passamaneria e delle tende di accesso alla sala, fino alla revisione dell’illuminazione e delle porte dei palchi.