Il maxi parcheggio non è iscritto al Catasto

L’assessore Tiberio a D’Alessandro: procedura in corso. Il consigliere: il Comune non sa cosa possiede
VASTO. Il parcheggio multipiano di via Foscolo è iscritto nell’elenco dei beni immobili di proprietà del Comune, ma non è ancora stato accatastato. Il particolare è emerso nel corso dell’ultima assemblea civica durante l’intervento dell’assessore al patrimonio, Nicola Tiberio. Rispondendo a un’interrogazione del consigliere comunale Davide D’Alessandro, il delegato della giunta Lapenna ha chiarito che il multipiano, dato in gestione ad una impresa privata per la durata di 30 anni in cambio di un canone mensile di mille euro, «è in via di accatastamento. In sede di esproprio c’è stato ricorso al Tar di Pescara da parte dei proprietari di una quota minima dei terreni», ha spiegato Tiberio, «la sentenza, che ci è stata notificata poche settimane fa, ha dato ragione al Comune sulla legittimità della procedura. Comunque l’opera è completamente funzionale in presenza di tutti i gli elementi essenziali, sia per quanto riguarda il collaudo, il deposito presso il Genio civile, i vigili del fuoco, gli uffici sanitari e la Sovrintendenza, per la sua destinazione d’uso, così da poter consentire l’utilizzo dell’immobile per una destinazione d’uso coerente con le opere realizzate. I dati catastali per consolidata giurisprudenza», ha aggiunto l’assessore, «non possono ritenersi fonti di prova certa sulla situazione di tutto esistente sul piano immobiliare, rappresentando l’accatastamento un adempimento di tipo fiscale tributario senza assurgere a strumento idoneo al di là di un mero valore indiziario per evidenziare la reale consistenza degli immobili interessati e la relativa conformità alla disciplina urbanistico edilizia».
A chiedere spiegazioni su alcune strutture cittadine (multipiano, palazzetto dello sport e piscina comunale) e sul loro accatastamento era stato il consigliere d’opposizione firmatario di una interrogazione finalizzata a «fare piena luce sul patrimonio pubblico, gestito in maniera ambigua e pasticciata».
L’interrogativo posto dal rappresentante dell’opposizione verteva sulla legittimità dei contratti e delle convenzioni stipulate per una struttura - è il caso del multipiano di via Foscolo - non ancora regolarmente accatastata. D’Alessandro aveva sollevato anche il problema del censimento del patrimonio immobiliare. «Se un Comune non sa cosa possiede, delle due l’una: o non vuole saperlo, in modo che l’amministrazione possa gestirlo facendo concessioni e favori, oppure lo sa ma la sciatteria dell’amministrazione non le consente di mettersi in regola. Se non accatasta il Comune, perché dovrebbe farlo il cittadino?». (a.b.)
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