Il ministro va a trovare Noemi: «Un esempio di tenacia per tutti»

5 Aprile 2023

La rappresentante del governo Alessandra Locatelli in visita alla famiglia della bambina di dieci anni Oggi tavola rotonda all’Aquila per discutere dell’apertura della terapia intensiva pediatrica a Pescara

GUARDIAGRELE. Abbattere il muro dell’indifferenza è possibile. Lo sa chi, ogni giorno, si confronta con la disabilità. È arrivato nella tarda mattinata di ieri il ministro per la disabilità Alessandra Locatelli che ha iniziato la sua due giorni abruzzese, proprio da Guardiagrele, per il saluto a Noemi Sciarretta, 10 anni, la bambina affetta da atrofia muscolare spinale di tipo 1. Ad attenderla il papà Andrea, la mamma Tahereh e appunto la dolcissima Noemi. Un incontro prezioso quello avvenuto tra la famiglia Sciarretta e il ministro, un abbraccio che occorreva da tempo.
«Questa mattina», ha detto Locatelli, «a Guardiagrele ho finalmente incontrato la piccola Noemi, dopo anni che ne parlavo attraverso i racconti di suo papà Andrea. Ho trovato una bimba bellissima e vivace, che ho abbracciato e baciato con tutto il cuore. Un esempio di tenacia. Lei rappresenta oggi tanti altri bimbi con patologie complesse. Voglio ringraziare la famiglia di Noemi e tante altre famiglie che ogni giorno superano grandi sfide». Inoltre, l’incontro con il ministro, pone all’attenzione la necessità di individuare percorsi assistenziali dedicati alle fragilità pediatriche e all’attivazione del reparto di terapia intensiva pediatrica in Asl a Pescara. È necessario delineare la struttura organizzativa oltre al personale sanitario adeguatamente formato a garanzia di sicurezza e competenza assistenziale.
Dunque, una visita fondamentale per la realizzazione di uno dei principali obiettivi portati avanti anche dall’associazione “Progetto Noemi” fondata dai genitori della piccola, che è quello, appunto, di istituire un reparto di terapia intensiva pediatrica nell’ospedale Santo Spirito di Pescara. «Si tratta di una idea che è diventata il cuore pulsante della nostra causa», ha detto papà Andrea Sciarretta, «per la prima volta c’è un ministro che si occupa di disabilità, questo vuol dire poter aprire un dialogo, significa creare un ponte comunicativo tra associazioni, famiglie e istituzioni. La terapia intensiva pediatrica a Pescara rappresenterebbe un passo avanti notevole, la realizzazione di un progetto di valenza nazionale». E continua: «Ringraziamo di cuore il ministro Locatelli per la vicinanza e per l’impegno, dedicando l’abbraccio ricevuto a sostegno di tutte le famiglie d’Abruzzo».
Proprio in merito a questo nel pomeriggio di oggi si terrà all’Aquila, nella sala Celestino di Palazzo Silone, alle ore 15.30, la tavola rotonda sul tema “Terapia Intensiva Pediatrica”. L’incontro si svolgerà alla presenza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dell’assessore alla sanità Nicoletta Verì, dei rappresentanti della Asl di Pescara, del presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e al presidente dell’associazione Progetto Noemi. Obiettivo della riunione sarà l’aggiornamento sull’attivazione dei posti letto di terapia intensiva pediatrica presso il presidio ospedaliero Santo Spirito di Pescara. Il progetto è stato portato avanti insieme alla direzione strategica aziendale, e con il prezioso contributo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Parteciperà al tavolo di oggi, anche il ministro per le disabilità Locatelli.
Questo sottopone il tema ad un interesse di livello nazionale. Ricordiamo che la Regione Abruzzo è tra le sei regioni d’Italia ad esserne totalmente priva. Una bella pagina, dunque, quella scritta ieri sia per Guardiagrele che per l’Abruzzo. Ricordiamo che l’associazione Progetto Noemi è stata fondata nel 2013 con lo scopo di sensibilizzare le Asl, gli operatori sanitari, le istituzioni ed in generale l’opinione pubblica sulla conoscenza della Sma e delle disabilità gravissime pediatriche, sostenendo la ricerca scientifica e portando al centro dell’agenda sociale ed istituzionale la tematica del sostegno dei piccoli pazienti e dei caregiver e familiari che se ne prendono cura. «Crediamo fortemente che nella vitta c’è bisogno di costruire ponti e mai muri», conclude Andrea Sciarretta.
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