Il mistero dei 700mila euro scomparsi

13 Dicembre 2015

Scoppia il caso delle ricevute introvabili del maxi pagamento della società del Parco Paglia (nell’ex Burgo) al Comune

CHIETI. Settecento mila euro non sono certo bruscolini, soprattutto in tempi di magra per i Comuni che vivono momenti assai difficili, come appunto capita anche a quello di Chieti. E sono proprio settecentomila gli euro che non si trovano nelle casse comunali e che il Parco Paglia avrebbe dovuto versare per le opere di urbanizzazione al Comune di Chieti. A rilevare questa sconcertante situazione che riguarda il Parco realizzato su terreni della ex Burgo su un'area di 60mila metri quadrati, di cui 30 mila coperti, è stato il settore urbanistica dell’amministrazione comunale teatina. La pratica relativa è stata girata alla Teate Servizi incaricata della riscossione di quanto dovuto. Qui è però nato il giallo, francamente singolare.

La Teate Servizi ha provveduto a mettere in mora i responsabili del Parco Paglia, chiedendo il versamento delle cifre che non risultavano mai versate, ma la risposta è stata che quelle somme sarebbero state già pagate al Comune nel momento della realizzazione delle strutture, compreso l'albergo 4 stelle che esiste nell’area. Gli anni di riferimento sono 2008 e 2009, quando sindaco di Chieti era Francesco Ricci, al capo dell’ex amministrazione di centrosinistra. Nessuna ricevuta però, fanno sapere dagli uffici comunali, è stata allegata alla risposta data dalla società Parco Paglia. "Per puro scrupolo" di fronte a questa affermazione, non corredata da alcuna certificazione dell'avvenuto pagamento, la Teate servizi ha richiesto all'Ufficio ragioneria del Comune teatino di fare tutti gli accertamenti possibili per verificare se esistono ricevute relative al pagamento da parte della società Paglia Spa degli oneri dovuti. In caso di risposta negativa si procederà ad attivare tutte le azioni di recupero previste in questi casi.

Certo è una situazione che presenta molti aspetti che suscitano quanto meno perplessità. Intanto il fatto che tutto sia stato realizzato nell'area ex Burgo, senza trovare le difficoltà che ora stanno subendo le aziende che fanno parte del progetto In Te, interessate ad occupare altri terreni appartenenti alla ex storica cartiera, da parte della Asl e della Arta per questioni legate al rispetto ambientale. Questioni che, in tutta evidenza, non devono aver avuto gran peso nel momento in cui si è dato il via all’insediamento del Parco Paglia. Ed è poi incredibile che di somme certamente impegnative, come quelle in discussione, non si trovi immediatamente traccia tale da eliminare ogni dubbio sia nelle carte di chi ha realizzate le opere che in quelle comunali.

Nei prossimi giorni comunque il mistero dovrebbe trovare soluzione: se negli uffici comunali e in quelli della società che ha gestito la realizzazione del Parco non si troveranno ricevute e certificazioni del pagamento, la questione verrà risolta attraverso vie giudiziarie amministrative. Resterà magari da vedere come queste situazioni, davvero al limite del credibile, possano verificarsi.(g.d.t.)