Il Montepulciamo risveglia la cultura e affolla la città

27 Giugno 2016

Grande successo per la prima edizione dell’iniziativa sul vino promossa da Camera di commercio e Sommelier d’Abruzzo

CHIETI. L’ “Anteprima Montepulciano d’Abruzzo” risveglia la città, a vincere sono cultura e rivalorizzazione. Molti i visitatori che si sono riversati per le strade del centro storico, tra street food all’insegna della promozione dei prodotti locali, pub, enoteche, ristoranti e visite museali, con i siti aperti nelle ore serali.

Tre piazze principali da cui il tour degustativo è iniziato: piazza malta, piazza G.B. Vico e piazza della Trinità hanno ospitato i punti di partenza, il “miglio” della cultura – quello che va dal museo di Villa Frigerj fino a Porta Pescara, passando per La Civitella – è tornato a vivere.

Tanti i locali che hanno aderito: «Alcune enoteche alle 22 avevano già terminato i prodotti da offrire. «Siamo solo all’inizio, ma il segnale è sicuramente positivo: questo ci spinge solo a migliorare» dice Gianluca De Santis della Camera di commercio di Chieti, ente che ha organizzato l’evento con il Centro per il commercio delle Cciaa abruzzesi, Een e Associazione italiana sommelier Abruzzo.

Uno street permesso da bar Bon Bon e Casina dei Tigli, Centrale Trivigliana, Cueva Brigante, Gran Caffè Vittoria, ristorante Grotta del Cavallone, Il Foyer del Marrucino, Malto&co, Mirmidoni, ristorante Nino, Liberarte Artigianato – Arte e prodotti tipici, Templum Cafè, Terra Maja, Old City.

Un successo anche nei musei archeologici nazionali: «Abbiamo avuto, nelle giornate di venerdì e sabato, gruppi per visite guidate di venti persone l’uno» commenta Maria Di Iorio di Mnemosyne che ha permesso le visite nei siti – insieme a OltreMuseo,

ConfGuide, soprintendenza e polo museale d’Abruzzo. E dopo anni riaprono anche i tempietti romani: «È stato emozionante. Molta la gente in fila, sono rimasti tutti a bocca aperta. Si sono distinte anche le studentesse del “G.B. Vico”: guide per una notte, hanno messo all’opera ciò che hanno imparato con l’alternanza scuola-lavoro” ricorda Monica Milani di OltreMuseo.