Il Museo del costume intitolato alla fondatrice Caramanico

4 Luglio 2021

GUARDIAGRELE. Alla presenza del sindaco Donatello Di Prinzio, della sua vice Flora Bianco, di alcuni ex primi cittadini guardiesi ed altre autorità civili e religiose, si è svolta ieri mattina nel...

GUARDIAGRELE. Alla presenza del sindaco Donatello Di Prinzio, della sua vice Flora Bianco, di alcuni ex primi cittadini guardiesi ed altre autorità civili e religiose, si è svolta ieri mattina nel chiostro comunale, la cerimonia di intitolazione del Museo del costume, alla memoria della sua fondatrice Delia Caramanico, la storica maestra, scrittrice e ricercatrice di storia patria, scomparsa il 25 agosto del 2014, a 91 anni. «Ricordo», ha esordito il sindaco davanti anche ai familiari della maestra scomparsa, «che tanti anni fa, alle mie prime esperienze nelle vesti di amministratore comunale, la signora Delia con la quale ho avuto sempre un grande rapporto di affetto e amicizia con la famiglia, mi invitò a casa sua per mostrarmi l' enorme quantità di materiale storico che aveva raccolto nel corso degli anni, evidenziandomi che tutte quelle preziosità, non dovevano essere disperse, ma andavano necessariamente raccolte in un museo stabile, affinché si potesse lasciare una testimonianza ai posteri. Proprio da questa esortazione», ha sottolineato Di Prinzio, «è poi nato nel 1999 il Museo del costume, esposizione che è stata rinnovata e ampliata nell'agosto del 2014 con l'apertura di nuove sale dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Sandro Salvi». Il primo cittadino ha ricordato che a Delia Caramanico si deve anche la pubblicazione di un’intera raccolta di studi sulla Seconda guerra mondiale e una ricostruzione certosina di preziose mappe militari. «Non bisogna dimenticare», ha aggiunto Di Prinzio, «il suo impegno per il rilancio dell'associazione Punto Giovani, in un momento delicato della vita del sodalizio».
Subito dopo, il parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore, don Erminio Di Paolo, ha ricordato l'impegno profuso dalla maestra in favore della chiesa, in particolar modo per l'organizzazione del coro del Venerdì santo. «La maestra Delia», ha precisato don Erminio, «rappresentava un vero e proprio collante della comunità parrocchiale». Al termine della manifestazione la vicesindaco Bianco ha evidenziato che la maestra Delia ha sempre svolto la sua professione di insegnante come una vera e propria missione. «Estremamente attaccata ai suoi alunni», ha ricordato Bianco, «aveva ritardato l'arrivo della pensione per completare il ciclo di studi dei suoi allievi».
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