«Il nuovo ospedale costerà un miliardo»

16 Marzo 2016

Il Movimento 5 Stelle stronca il progetto di D’Alfonso per Chieti: porterà solo debiti per avere stessi servizi e posti letti

CHIETI. «La più grande speculazione finanziaria di tutti i tempi». Così il Movimento 5 stelle bolla il progetto per la realizzazione di un nuovo ospedale in città, un progetto che ha «unici incredibili vantaggi solo per il privato proponente».

Secondo calcoli fatti dai consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e dai consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, il nuovo ospedale verrà a costare agli abruzzesi enormemente di più che se venisse realizzato dal pubblico. La Società di Progetto che gestirà l’ospedale, ha sostenuto infatti il consigliere Marcozzi, «raggiungerà un margine operativo lordo che sfiora il miliardo di euro. Riteniamo che sia più economico per la Asl non ricorrere al project financig e finanziare l’opera autonomamente con risorse proprie o, eventualmente se necessario, col ricorso alla Cassa depositi e prestiti. Avallando questo progetto rischiamo di indebitare l’Abruzzo per l’eternità».

La cifra di un miliardo si ottiene sommando i 278 milioni di euro che servono da progetto per la realizzazione dell’opera, al costo dei diversi canoni che la Asl dovrà pagare per 30 anni alla società che gestisce l’opera, insieme ai mancati ricavi dovuti ai servizi ceduti, il tutto per una somma di 742 milioni di euro. E dunque ammonterebbe proprio a 742 milioni di euro il risparmio se la Asl decidesse di non ricorrere al project e di realizzare l’opera in proprio. A fronte di questo esborso finanziario, inoltre, c’è anche da considerare che secondo i 5 stelle non ci saranno né posti letto in più, né servizi aggiuntivi. Per arrivare a queste conclusioni i consiglieri 5 stelle partono dalle singole poste del Piano economico e finanziario allegato al project presentato dal raggruppamento temporaneo d’imprese capitanato dal gruppo Maltauro (di cui i grillini non dimenticano di sottolineare il coinvolgimento nelle inchieste sul Mose di Venezia e l’Expo di Milano) e composto da Finanza e Progetti s.p.a. e A.B.C. Nocivelli S.p.a. in collaborazione con lo Studio Altieri.

«Al netto un investimento del privato di 54 milioni e di un importo complessivo dei lavori di 278 milioni di euro», hanno detto i grillini, «la Asl, quindi la Regione, quindi gli Abruzzesi sborseranno in 30 anni l’iperbolica cifra di 742 milioni di euro in più per avere stessi servizi e stesso numero di posti letto». Il calcolo tiene conto degli oltre 408 che la Asl dovrà dare alla società di gestione del project nell’arco di 30 anni come Corrispettivo di disponibilità per l’utilizzo di edifici. A tale cifra si deve aggiungere i 435 milionidel Corrispettivo per servizi di facility management per la gestione di svariati servizi (parliamo, cioè, di manutenzione opere edili, aree verdi, tecnica e servizio energia, pulizia, sanificazione, sterilizzazione, ristorazione, logistica, manutenzione tecnica apparecchiature medicali, gestione laboratori biochimica, radiologia e medicina nucleare) da versare sempre in 30 anni.

Si dovranno aggiungere poi gli oltre 23 milioni del Corrispettivo fornitura attrezzatura e arredi. Nella lista si potrebbero inserire anche gli altri 23 milioni e passa che la Asl perde rinunciando ai proventi delle attività commerciali la cui gestione sarà ceduta al privato. E ancora, sottolineano i pentastellati, «cifre da copogiro se ci si ferma a guardare con attenzione: quasi 120 milioni di euro in oneri finanziari e oltre 150 milioni di euro in tasse e imposte che il piano economico della società scarica sulle tasche degli abruzzesi».

Ce n’è anche per il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio: «Ci domandiamo», dicono Argenio e D’Arcangelo, «come abbia fatto il sindaco a dichiararsi favorevole all’opera senza averne visto la reale portata».