Il nuovo rettore sarà Mario Di Gioacchino

22 Giugno 2019

A luglio il cda della telematica varerà la nomina: l’allergologo dovrà occuparsi del buco da 2 milioni

CHIETI. Il rilancio dell’università telematica passa anche attraverso la nomina del nuovo rettore. La scelta è caduta sul 68enne allergologo teatino Mario Di Gioacchino, attuale componente del consiglio d’amministrazione della fondazione d’Annunzio, uomo di fiducia sia del rettore della d’Annunzio, Sergio Caputi, che del presidente della fondazione, Luigi Capasso. Il 2 luglio Capasso, attuale presidente del cda Unidav, convocherà un consiglio d’amministrazione per la nomina del nuovo rettore. Sarà lui a dover risanare i conti dell’ateneo, dopo l’indagine affidata alla società Kpmg, che ha scoperto un buco di 1.800.000 euro. Per ripianare l’ammanco, la d’Annunzio ha già provveduto ad accantonare un milione di euro, come ha detto il rettore Caputi ieri in conferenza stampa insieme a Capasso, al direttore generale della d’Annunzio Giovanni Cucullo e al responsabile dell’area legale, l’avvocato Antonio D’Antonio. L’ateneo dannunziano è pronto a costituirsi parte civile in un eventuale processo. Scoperto l’ammanco di quasi 2 milioni, l’università ha subito pensato a richiedere un risarcimento danni alla precedente gestione legata alla Sves arrivata in ateneo ai tempi dell’ex rettore Carmine Di Ilio e dell’ex dg Filippo Del Vecchio. Ma ora al danno patrimoniale si aggiungerà anche il danno di immagine. Il piano di rilancio non passa solo attraverso il risanamento dei conti. Prevede anche un’implementazione dei corsi di laurea, del post laurea e dei corsi Ecm per le aziende. E passa anche per una nuova sede: Unidav dirà addio al palazzo di vetro di Torrevecchia e riporterà l’università d’Annunzio sul colle, a palazzo dei Veneziani, a un passo da corso Marrucino. Lo storico edificio è stato appena acquistato dall’ateneo per 1.510.000 euro. Sarà disponibile a partire da settembre prossimo.
Caputi è diventato rettore due anni fa. Fin da subito ha capito che qualcosa non andava nella gestione Unidav, ma per riprendere in mano le redini della telematica ha dovuto prima cambiare i vertici della fondazione, ente strumentale della d’Annunzio da cui Unidav dipende. Una volta nominato Capasso al vertice della fondazione, l’ente ha iniziato a lavorare su Unidav e, ad agosto scorso, la fondazione ha annullato il bando con cui Sevs aveva acquisito il 51% della telematica. Da gennaio scorso si è insediato il nuovo cda Unidav e a luglio arriverà anche il nuovo rettore. (a.i.)