Il Nursind: poche mascherine Schael: ce le hanno rubate

8 Marzo 2020

LANCIANO. «C’è carenza di dispositivi di protezione individuale – maschere, guanti, gel disinfettante, tute, camici e calzari – nella Asl e questo mette ad ulteriore grave rischio la tutela e la...

LANCIANO. «C’è carenza di dispositivi di protezione individuale – maschere, guanti, gel disinfettante, tute, camici e calzari – nella Asl e questo mette ad ulteriore grave rischio la tutela e la prevenzione della salute pubblica». È Vincenzo Pace, segretario provinciale Nursind (sindacato della professioni infermieristiche) a lanciare l’allarme. Il direttore generale Asl Thomas Schael risponde: «Il materiale è stato preso per tempo ma è stato rubato, c’è stato un uso improprio e ora i rifornimenti sono bloccati».
«Gli infermieri sono allo stremo delle forze, si sentono abbandonati dalla stessa Asl», dice Pace, «dopo aver subito direttive tardive, poco chiare, contrastanti, dopo che rischiano il potenziale contagio, arrivano segnalazioni allarmanti per l’assenza e/o carenza dei dispositivi di protezione individuale. Non avrebbe dovuto esserci alcuna “sorpresa”, invece, dal momento che l’allarme è stato lanciato da gennaio». Per Pace, la Asl non avrebbe predisposto per tempo l’approvvigionamento dei materiali «tant’è che ne risultano esserne sprovvisti molti reparti e servizi. Esigiamo, al di là delle parole di gratitudine verso una categoria che si sta dimostrando esemplare, che si predispongano immediatamente tali dispositivi a garanzia dell’incolumità dei lavoratori».
«L’azienda aveva provveduto in tempo utile all’acquisto dei dispositivi», dice Schael, «ma sono stati rubati: intere scatole di presidi di protezione date ai reparti sono sparite contestualmente alla diffusione dei primi casi di coronavirus e, pur avendo l’azienda provveduto tempestivamente a effettuare nuovi ordini, le forniture sono state dirottate negli ospedali del Nord o addirittura bloccate. Si è poi riusciti ad avere un quantitativo limitato, che ci permette di proteggere tutti secondo un ordine di priorità, che privilegia le unità operative e i servizi che si trovano in prima linea a fronteggiare i casi sospetti o accertati. È necessario, però, rilevare anche l’uso improprio di tali dispositivi, indossati in situazioni nelle quali non è richiesto e non è previsto dalle disposizioni vigenti. In un momento come questo è necessario un richiamo alla responsabilità, è fuori luogo l’indice puntato contro». (t.d.r.)