Il papà tenta di calmarlo, lui lo accoltella

1 Ottobre 2015

Guardiagrele, il 36enne in preda a una crisi nervosa affonda la lama nel fianco del genitore che ora è in prognosi riservata

GUARDIAGRELE. Una crisi di nervi improvvisa e l’istinto irrefrenabile di buttare dalla finestra tutti gli oggetti che aveva a portata di mano.

Nel cortile di via Marrucina, quartiere popolare di Guardiagrele si sono schiantati computer, lampade, bambole, sedie e, per ultime, anche le presiane della finestra. Una furia irrefrenabile e cieca a sentire i numerosi testimoni che, increduli e spaventati, hanno assistito alla scena. Molti oggetti pesanti buttati dalla finestra sono finiti , volutamente, sulla macchina nuova di zecca del protagonista di questa triste storia. G.M., 36 anni, al momento disoccupato, ieri mattina ha perso la testa e ferito con un coltello da cucina il padre, B.M., bidello della scuola media in pensione, accorso dal lui per calmarlo.

L’uomo, ricoverato nel reparto di chirurgia del policlinico teatino, non è in pericolo di vita, ma la prognosi è riservata. Il figlio, invece, dopo la crisi nervosa ha deciso, volontariamente, di farsi ricoverare nella Psichiatria di Lanciano. Ora il 36enne dovrà rispondere di lesioni aggravate nei confronti del padre. Tutto è accaduto intorno all’ora di pranzo quando i numerosi abitanti del quartiere popolare si sono allarmati per i forti rumori provocati dagli oggetti gettati dalla finestra. G.M. sconvolto per ragioni ancora poco chiare, ha bersagliato con gli oggetti più pesanti anche la sua auto acquistata da poche settimane. Qualcuno ha avvisato il padre del 36enne che si è precipitato nella palazzina dove abita anche lui. In via Marrucina sono arrivati i carabinieri della cittadina e una pattuglia di militari del comando di Chieti coordinati dal capitano Federico Fazio. Sul piazzale anche due ambulanze del 118. Ma l’intervento del padre ha solo complicato la situazione. G.M. non ha voluto sentire ragioni e per tutta risposta ha afferrato un coltello da cucina e lo ha ferito a un fianco. Poi è sceso in strada, ma si è rifiutato di salire sull’ambulanza . «Chiamate il mio medico, lei sa qual è la mia situazione» ha urlato più volte. Irremovibile. E così è stato. Solo quando la dottoressa è arrivata sul posto il 39enne si è calmato ed è salito su una delle due ambulanze pronta per raggiungere l’ospedale di Chieti. Dopo la visita il trasferimento nella Psichiatria di Lanciano. Per i vicini di casa G.M. è un ragazzo tranquillo, ma a segnarlo profondamente sarebbe stata la morte della madre avvenuta una decina di anni fa. Un lutto dal quale il 36enne non si sarebbe mai ripreso.

(Ha collaborato

Giovanni Iannamico)