Il parco promosso per i concerti «Sì, ma la manutenzione costa»

21 Luglio 2023

Si accende il dibattito sul futuro dell’ex ippodromo dopo i pienoni con Antonacci e Venditti-De Gregori Il sindaco Paolini: «Ottima scelta, ma chi lo gestisce? Solo per seminare il prato sono serviti 70mila euro»

LANCIANO. Trasformare il Parco Villa delle Rose in una "cittadella dei concerti", in grado di ospitare artisti nazionali e internazionali del grande pubblico grazie alle potenzialità di un'area enorme e in pieno centro cittadino. È più che mai acceso il dibattito sul destino dell'ex ippodromo, riqualificato nel corso dell'ex amministrazione Pupillo e destinato, come lo aveva immaginato il compianto vicesindaco Pino Valente, ad ospitare grandi palchi per grandi pubblici. All'indomani del successo da tutto esaurito dei concerti di Biagio Antonacci e del duo Antonello Venditti e Francesco De Gregori, e alla vigilia delle serate di Lazza, Nino D'Angelo e Checco Zalone, rispettivamente il 3, 4 e 7 agosto, sono in tanti a chiedere all'attuale amministrazione di investire nel Parco. Primo fra tutti l'imprenditore Donato Di Campli che ha curato, con la Supporter Events e le società Alhena Entertainment e Elite Agency group, gli ultimi due concerti.
«Bisogna guardare al ritorno economico di questi eventi e ipotizzare un futuro in cui si possa fare cultura con teatro all'aperto e altri tipi di spettacoli simili», spiega, «ma è necessario aumentare la capienza degli spettatori e prevedere le uscite di sicurezza: il Parco ha potenzialità enormi». E non sono mancati anche gli applausi di chi ha creduto, per primo, nell'area. «Vedere l’area trasformata dall’amministrazione Pupillo», interviene il consigliere comunale Leo Marongiu di “Lanciano X tutti”, «in un luogo moderno e sicuro in grado di ospitare a pagamento quasi 5.000 persone a sedere, con gli spazi necessari per svolgere in totale sicurezza concerti di livello per cui prima bisognava emigrare a Pescara, Chieti, Ancona, Bari, Roma è un orgoglio e una soddisfazione che condividiamo con i cittadini e gli imprenditori di Lanciano, pronti a scommettere su questo spazio». «Una felice intuizione, prima di tutti», considera l'ex primo cittadino, Mario Pupillo, «del mio fraterno amico Pino Valente: questa è stata la visione che abbiamo avuto e condiviso con Luciano D'Alfonso e la sua giunta regionale che ha finanziato con il Masterplan 1.200.000 euro per il bene di Lanciano». «Bisogna però investire su questo spazio», continua Marongiu, «c'è chi ha puntato sul Villa delle Rose e chi punta ancora sul Parco Diocleziano con un nuovo progetto da un milione di euro, dopo aver speso inutilmente 2,5 miliardi di lire e senza badare agli approfondimenti idrogeologici e agli allarmi dei tecnici sulla stabilità dell’area che avrebbe bisogno di manutenzione ed un impianto risalita leggera».
«Fermo restando che l'area si è rivelata eccezionale per i concerti», replica il sindaco Filippo Paolini, «resta da capire dove trovare i soldi per la manutenzione, considerando che solo l'ultima semina del prato è costata 70mila euro. Chi pulisce l'area? Chi la manterrà in condizioni da ospitare gli eventi? E chi stabilisce quanto costa farci un concerto, visto che ora si paga solo l'occupazione di suolo pubblico che è irrisoria per un evento come quelli a cui abbiamo assistito? Si possono fare degli investimenti, ma se si fanno lì, si toglieranno ad altre cose: i lancianesi devono saperlo. Oltre al fatto che in un anno, bene che vada si possono fare al massimo 10 concerti. E il resto dell'anno che si fa?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA