«Il parente di un assessore non ha pagato i tributi»

Le accuse di D’Alessandro: come può un sindaco imporre le tasse se il famigliare di un membro di giunta non ha versato 200mila euro di oneri di urbanizzazione?
VASTO. I tributi non pagati da consiglieri e familiari di assessori, il posto di direttore artistico del Teatro Rossetti ancora vacante nonostante l’espletamento di un bando pubblico e la ormai nota querelle tra amministrazione comunale e corpo dei vigili urbani che non accenna a placarsi. Davide D’Alessandro tocca gli argomenti “caldi” di questi giorni e con in mano un casco di banane (“frutto assurto a simbolo della cattiva gestione”) accusa il sindaco Luciano Lapenna e la sua giunta di “incapacità amministrativa”.
A tenere banco è il mancato pagamento di oltre 200mila euro di oneri di urbanizzazione da parte di uno stretto familiare di un componente dell’esecutivo municipale.
Le voci che girano con insistenza da giorni, peraltro mai smentite dal sindaco Luciano Lapenna che su questa vicenda sta osservando un rigoroso silenzio, vengono amplificate da D’Alessandro che ha scelto come luogo della sua conferenza stampa il piazzale davanti al Teatro Rossetti.
«Se un amministratore non è a posto con il pagamento dei tributi come può la giunta avere la credibilità di imporre le tasse ai cittadini?» , attacca il consigliere comunale di opposizione, «il sindaco Lapenna sa la verità ma tace. Se tace si rende automaticamente responsabile. Fornisca l’elenco dei debitori a coloro che ne hanno fatto richiesta. Lo metta a disposizione dei consiglieri. L’elenco esiste, sappiamo anche in quale ufficio si trova. Il sindaco sta impedendo all’opposizione di fare il proprio dovere e alle casse del Comune di avere quanto gli spetta».
Dai tributi non pagati al teatro Rossetti.
«É assolutamente inaccettabile, a distanza di 40 giorni dall’espletamento della prova, che non sia stato ancora nominato il nuovo direttore artistico del teatro», incalza D’Alessandro, «cosa aspetta Lapenna? Esca immediatamente da questo intrigo e faccia pulizia e chiarezza».
Un ultimo passaggio il consigliere lo riserva alla querelle sulla polizia municipale e sul consiglio monotematico di domani.
«Mentre ci sono amministratori che non pagano fior di tributi, ci si accapiglia per pochi euro. Ecco l’amministrazione delle banane», è la stoccata finale dell’esponente di minoranza, «Lapenna non può considerare la polizia municipale alla stregua di quattro sfaticati e lavativi, screditando il corpo anche agli occhi dei cittadini. Invece di sprecare 2.500 euro al mese in favore dei Baschi azzurri, aumenti il numero degli addetti e li doti di tutti gli strumenti necessari per garantire sicurezza ad una città che si è rivelata insicura» conclude il consigliere di opposizione.
Anna Bontempo
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