«Il Pater Montium è in abbandono»

Guardiagrele. Caramanico (Isp) e l’ex albergo del Comune «Edificio chiuso da un anno tra atti vandalici e degrado»
GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale della lista civica “Insieme si può”, Franco Caramanico, scende in campo per denunciare lo stato di abbandono in cui versa l’edificio comunale ex albergo “Pater Montium” di Bocca di Valle. «Da circa un anno, esattamente da quando il Comune ha rescisso il contratto con la società che gestiva la struttura», sottolinea Caramanico, «questo edificio è rimasto chiuso e non è stata attivata alcuna iniziativa per evitare il suo degrado. Un fatto gravissimo, che sta procurando danni incalcolabili all’edificio che ormai è preda di continui atti vandalici».
Caramanico evidenzia che questa drammatica situazione mette in discussione anni di impegno spesi per arrivare alla realizzazione di una struttura ricettiva, turistica e culturale attraverso la ristrutturazione di un vecchio edificio effettuata con fondi regionali e nazionali per circa un miliardo di lire e rende vano anche l’acquisto successivamente effettuato del terreno circostante per circa 5mila metri quadrati per la realizzazione di un parco.
«Già nel novembre del 2015», precisa Caramanico, «preoccupati della situazione, avevamo presentato al sindaco Simone Dal Pozzo, una interrogazione per far garantire il rispetto delle norme contrattuali, per assicurare una corretta gestione e per chiedere la realizzazione del “Centro di educazione ambientale” previsto negli obiettivi dell’amministrazione». Caramanico ricorda, però, che il primo cittadino, anziché attivarsi per assicurare una gestione efficace ed efficiente, rispondeva scaricando ogni responsabilità sul passato, affermando che il «servizio di educazione ambientale» non era stato attivato a causa della scelta effettuata dalle amministrazioni comunali precedenti, di individuare come conduttori del Pater Montium imprese con esperienza nei servizi di ricettività alberghiera e ristorazione, piuttosto che nei servizi di educazione ambientale. «Un’affermazione questa», osserva Caramanico, «assolutamente priva di ogni fondamento, in quanto, la gestione nel 2002 fu affidata a un raggruppamento di quattro società, proprio per rispettare gli obiettivi stabiliti nel momento del finanziamento dell’opera, che prevedevano la realizzazione di una struttura turistica, ricettiva e culturale. L’incapacità dell’amministrazione comunale dimostrata in tre anni di gestione della cosa pubblica», conclude Caramanico, «non può però mettere in discussione un grande patrimonio, importantissimo per lo sviluppo del nostro territorio e per la creazione di nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani».
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