Il Pd: capodogli arenati, apriamo un museo

La proposta: «Recuperiamo gli scheletri a sei anni dal drammatico spiaggiamento di Punta Penna»
VASTO. Il recupero degli scheletri dei capodogli spiaggiati a Punta Penna il 12 settembre 2014 e la realizzazione di un museo “a cielo aperto” dove custodire i resti. Il progetto, lanciato dal gruppo consiliare del Pd, in occasione dell’anniversario dello spiaggiamento dei cetacei, è contenuto in una proposta di delibera da approvare in consiglio comunale che impegna il sindaco Francesco Menna a mettere in atto l’iter necessario per il recupero delle ossa seppellite in una località segreta. «Quest’anno il ricordo di quell’evento drammatico fa il paio con lo scenario devastante dell’incendio del 30 agosto che ha colpito l’ambiente dunale e la falesia della spiaggia di Punta Penna», ricorda il capogruppo del partito democratico, Marco Marra, «solo la testarda volontà di centinaia di persone, per lo più autoctone e alcuni turisti, insieme a Capitaneria di porto che coordinava le operazioni, al Centro Studi Cetacei di Pescara e alla Protezione Civile di Vasto, ha permesso sei anni fa di salvare quattro di quei sette capodogli arenati, permettendo loro di disincagliarsi e riprendere il largo. Tre di loro e un piccolo feto invece non ce l'hanno fatta. Il progetto straordinario che vogliamo lanciare”, prosegue Marra, “potrebbe diventare un’attrazione unica, in grado di unire sostenibilità ambientale a storia del territorio e arte. L’obiettivo è il recupero degli scheletri dei capodogli e la possibilità di un “museo a cielo aperto” che veda come luogo di esposizione proprio l'ambiente retrodunale. La passerella in legno, andata distrutta dall'incendio, che costeggiava la falesia e che negli anni scorsi è stato luogo di iniziative artistiche come “Art in the dune” , dovrà essere ricostruita. Questa è l'occasione per guardare oltre e immaginare uno scenario unico nel suo genere. Speriamo in un voto unanime del consiglio comunale e confidiamo nel finanziamento della Regione che, nei giorni successivi al devastante incendio, si è impegnata ad erogare un contributo straordinario per la valorizzazione della riserva di Punta Aderci». Della necessità di procedere al disotterramento delle ossa e alla loro collocazione in una struttura idonea si è parlato anche un anno fa, in occasione del quinto anniversario dello spiaggiamento dei capodogli, un evento straordinario che vide la mobilitazione di centinaia di volontari.

