Il Pd: il crac del Comune verrà pagato dai cittadini

9 Agosto 2015

CHIETI. «Umberto Di Primio ha confessato il proprio fallimento, ammettendo, in pratica, tutto quanto aveva smentito nell’arco dei cinque anni passati. Dopo quasi sei anni, alla fine è stato costretto...

CHIETI. «Umberto Di Primio ha confessato il proprio fallimento, ammettendo, in pratica, tutto quanto aveva smentito nell’arco dei cinque anni passati. Dopo quasi sei anni, alla fine è stato costretto a darci ragione. Ora chieda scusa». Per il consigliere comunale del Partito democratico, Alessio Di Iorio, le dichiarazioni del sindaco sulla gravissima difficoltà economica e finanziaria del Comune di Chieti fanno apparire l’appena rieletto primo cittadino come una sorta di «reo confesso di tutti i disastri causati dal suo primo mandato da sindaco di Chieti, dopo aver negato, anche di fronte all’evidenza, quale fosse la reale situazione in cui stava traghettando l’ente comunale. Almeno abbia il pudore di ammettere di aver voluto nascondere questi fatti perché era in campagna elettorale». Pd e lista civica “Chieti per Chieti” hanno tenuto ieri una conferenza stampa con Di Iorio, membro della commissione bilancio, e i consiglieri comunali Filippo Di Giovanni, Chiara Zappalorto, Teresa Giammarino e Diego Ferrara. «Non siamo al pre-dissesto come dice Di Primio. Siamo al disastro. Sia economico-finanziario che politico». A lanciare l’affondo contro l’amministrazione Di Primio è ancora Di Iorio, secondo cui il sindaco «ha sbugiardato per anni i revisori dei conti che accompagnavano i suoi bilanci con pareri non favorevoli, e per questo il sindaco richiedeva controdeduzioni dei dirigenti comunali in modo da poter comunque approvare i bilanci, quegli stessi dirigenti che ora si vuole tagliare. Quando oggi il sindaco ci viene a dire che la situazione è grave, ammette dunque che i revisori avevano ragione e sconfessa se stesso». E ancora: «Ma questo sindaco quante facce ha? Perché non ha detto nulla in campagna elettorale?» Dal punto di vista dello schieramento uscito perdente dal responso delle urne, la campagna elettorale sarebbe stata dunque falsata ad arte per arrivare alla vittoria. «Di Primio sapeva che i conti del Comune erano in queste condizioni già molto tempo prima della campagna elettorale. Ma allora diceva una cosa, adesso cambia faccia e ne dice un’altra».

Per l’opposizione non c’è alcuna possibilità di scampo: i cittadini saranno subissati di tasse. «Due sono le strade», continua Di Iorio, «il dissesto economico e finanziario, come quello degli anni ’90, oppure lo spalmare i debiti in una piano di risanamento ultradecennale. In entrambi i casi per i cittadini la conseguenza è una sola: tasse su tasse». L’opposizione vede nero e si dice certa che tra qualche tempo arriveranno prima la revoca del patto di stabilità e ci sarà un riaccertamento dei residui attivi che vedrà un saldo negativo per il Comune di oltre 20 milioni di euro. (a.i.)

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