«Il Pescara inondato dai rifiuti»
Allarme esondazione del Wwf: cumuli alti anche due metri
CHIETI. Cumuli di detriti e immondizia lungo gli argini del fiume Pescara. E il pericolo per il Wwf raddoppia. Oltre all’inquinamento delle acque potrebbe essere in agguato anche il rischio esondazione in caso di forti piogge. «È ormai ben noto che i terreni a margine del fiume Pescara» sostiene Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti «sono stati a lungo utilizzati come discarica. Sulla sponda destra, ad esempio, nell’area che va da Megalò a San Martino, negli anni sono stati sotterrati di rifiuti urbani e industriali. A partire dall’ottobre 2009 una ordinanza del sindaco di Chieti ha vietato in quella zona ogni forma di movimentazione terra, e pascolo. Più o meno nella stessa area la costituzione da parte della Regione del Sito di Interesse Regionale (SIir), denominato Chieti Scalo, ha stabilito la necessità di “caratterizzare” i luoghi (cioè stabilire esattamente che cosa fosse presente nel terreno) ed eventualmente procedere alla loro bonifica».
Con un viaggio virtuale attraverso Google Earth, percorrendo sulla sponda destra la strada golenale da Santa Filomena verso Pescara, superando di poco il ponte che porta a Villanova, il Wwf ha osservato una sorta di labirinto di canali. Cumuli di terra alti anche più di 2 metri. «Ci chiediamo» aggiunge Di Francesco «chi all’interno del Sir, possa permettere la movimentazione e un accumulo di terra che nei fatti costituisce una barriera e un aumento del rischio esondazione in altre zone». Il Wwf chiede interventi urgenti per prevenire i danni causati da piogge di grande portata. (y.f.)
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