Il piano del porto rischia lo stop In bilico 53 milioni

L’approvazione passa dalla Regione all’Autorità di Ancona Il sindaco D’Ottavio: sembrava tutto a posto, intoppi in vista
ORTONA. L’iter di approvazione del nuovo Piano regolatore portuale (Prp) potrebbe subire un brusco stop. Non è dei più graditi il regalo che la città ha trovato sotto l’albero di Natale. La notizia è degli ultimi giorni ed è di quelle chiamate a scatenare polemiche. «La riorganizzazione delle autorità portuali rimette in discussione tutto», ha ammesso il sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio che in settimana andrà negli uffici della Regione per avere un quadro più chiaro della situazione e tentare di sciogliere i problemi che incombono sul nuovo Prp. «Dopo aver provveduto a presentare l’ulteriore documentazione che il Provveditorato alle opere pubbliche marittime aveva richiesto», spiega il primo cittadino, «sembrava che tutto fosse più definito». Ed invece potrebbero sorgere nuovi intoppi dovuti al decreto di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazioni delle autorità portuali. Questo perché se prima era la Regione a dover approvare il piano dopo i pareri dei vari enti, ora pare che ad esprimersi debba essere anche «la nuova autorità di sistema portuale di Ancona», fa sapere D’Ottavio. Questa situazione rischia di rallentare se non addirittura di stoppare l’iter portato avanti fino ad adesso, a cui sono strettamente connessi anche i fondi del Masterplan, ovvero i 53,6 milioni di euro destinati allo sviluppo del porto.
Lo strumento urbanistico chiamato a rimpiazzare quello del 1969 prevede la creazione di nuove banchine commerciali così come del terminal per traghetti e navi da crociera, ma anche il potenziamento dell’area da diporto che arriverebbe a toccare fino a 700 posti barca. Non solo. Con il rinnovato Piano regolatore portuale si doterebbe l’area dello scalo marittimo di una seconda via d’uscita oltre a quella di via Cervana. Ciò avrebbe come conseguenza la cementificazione della nota spiaggia della Ritorna, per la quale gli ambientalisti si stanno battendo. Con loro sembrerebbe esserci un alleato in più: lo stesso sindaco. «Ho già espresso la mia contrarietà a questa soluzione», tuona il primo cittadino, «non voglio che si tocchi quella spiaggia. Stiamo valutando alternative che permettano la creazione di una seconda strada».
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