Il piano di Genovesi che salva i bimbi malati di tumore

CHIETI. L’associazione “Il Tratturo, una strada per la vita” a sostegno delle attività del reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale clinicizzato di Chieti. E anche la rassegna Teate Winter...
CHIETI. L’associazione “Il Tratturo, una strada per la vita” a sostegno delle attività del reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale clinicizzato di Chieti. E anche la rassegna Teate Winter Festival si è mobilitata per raccogliere fondi e aiutare il reparto ma l’ultimo spettacolo in programma oggi al Supercinema è stato spostato a causa della neve e e sarà recuperato a breve. «Abbiamo accolto questa proposta con grande entusiasmo», dice il primario Domenico Genovesi, «soprattutto perché si punta alla creazione di una unità di Radioterapia a Chieti per i bambini affetti da cancro».
Dottor Genovesi, in cosa consiste il Progetto Bimbo?
«Il Progetto Bimbo, sostenuto dalla onlus Il Tratturo, si pone come obiettivo principale quello di offrire ai bambini meno fortunati, affetti da neoplasie solide, di non migrare fuori dalla nostra regione per effettuare le cure. Difatti, solo pochi centri e quasi tutti nel Nord Italia, sono attrezzati per una Radioterapia pediatrica».
E a Chieti?
«La Radioterapia oncologica è una disciplina cresciuta moltissimo negli ultimi vent’anni in termini di efficacia ma anche di complessità e il mondo dei bambini è caratterizzato da peculiarità molto delicate per possibili effetti collaterali che possono influenzare lo sviluppo del bambino e pertanto è necessaria una formazione altamente specialistica. Per questo, da circa un anno, un team del reparto di Radioterapia di Chieti frequenta, supportata dalla onlus, una settimana al mese l’unità di Radioterapia pediatrica dell’Istituto nazionale tumori di Milano, centro di eccellenza pediatrico e centro di riferimento nazionale e internazionale. Questa collaborazione, che proseguirà nei mesi a venire, ha portato a trattare i primi pazienti pediatrici a Chieti in collaborazione con l’Oncoematologia pediatrica di Pescara e la Clinica pediatrica di Chieti».
Spesso i familiari dei pazienti devono sopportare anche il disagio di spostarsi per lunghi periodi lontano da casa: come siete organizzati a Chieti?
«Una delle peculiarità del trattamento radioterapico è la durata continuativa nel tempo per un periodo medio di 5 settimane, tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Ciò costituisce il principale disagio per chi deve migrare fuori regione con inevitabili immaginabili ricadute per tutto il nucleo familiare. La onlus Il Tratturo si è mossa stipulando, con il contributo del sindaco Umberto Di Primio, del rettore dell’università di Chieti-Pescara Carmine Di Ilio e sotto la spinta inesauribile del presidente della onlus Mario Di Nisio, una convenzione con il Campus X, Student housing all’interno dell’ateneo in modo da consentire, laddove ce ne fosse bisogno per difficili distanze logistiche territoriali, ospitalità ai piccoli pazienti e ai loro familiari».
Cosa significa “tumore solido”, dato che il progetto Bimbo si riferisce solo a questa forma tumorale?
«Si tratta di masse tumorali compatte di tessuto che crescono differenziandosi dal tumore liquido o dei tessuti emolinfopoietici come le leucemie e i linfomi. I principali tumori solidi nei bambini sono rappresentati da tumori cerebrali come medulloblastoma, ependimoma e astrocitomi, tumori ossei come il sarcoma di Ewing e tumori dei tessuti molli come il rabdomiosarcoma».
Qual è lo standard di mortalità e quale l’indice di riuscita della cura?
«Se curati bene, in ambito multidisciplinare, i risultati sono molto buoni con un indice di sopravvivenza a 5 anni che va dal 65 all’82% in base soprattutto allo stato di avanzamento con cui si scoprono alla diagnosi. Sottolineo la necessità di un ambito multidisciplinare che coinvolge, oltre alla Radioterapia nell’ambito di protocolli di terapie combinate chemio-radioterapiche, l’Oncologia pediatrica, la Chirurgia pediatrica, la Neurochirurgia, la Diagnostica per immagini e tante altre discipline come ad esempio l’Anestesia fondamentale per la sedazione dei più piccini durante le sedute di radioterapia».
Come direttore della Radioterapia oncologica, è soddisfatto dei risultati di questa iniziativa di solidarietà?
«Esprimo a nome del reparto e della onlus i sentimenti più profondi di gratitudine perché abbiamo bisogno sia che la città di Chieti “senta” e faccia suo questo progetto particolarmente caratterizzante per i suoi connotati di eccellenza sia per la necessaria divulgazione sul territorio. A questo proposito, un ulteriore obiettivo della onlus è iniziare una capillare opera di diffusione sulla popolazione della nostra regione e soprattutto con i medici pediatri di base. C’è ancora molto da fare ma siamo a buon punto e siamo lusingati di tanta attenzione che manifestazioni popolari di questo tipo sono in grado di dare e ciò rappresenta un’ulteriore carica di entusiasmo e motivazione».
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