Il piccolo Davide riabbraccia in ospedale il papà Pietro dopo la morte della mamma

8 Settembre 2023

Il bimbo di 8 anni e uno dei genitori vivi per miracolo a seguito del terribile schianto Erano ricoverati in due strutture diverse, oggi torneranno a incontrarsi a Pescara

CHIETI. Il piccolo Davide, 8 anni, e il suo papà, Pietro Caruso, 47 anni, ora si possono riabbracciare, in una stanza dell’ospedale di Pescara. Da ieri sono entrambi ricoverati al Santo Spirito e si rivedranno per la prima volta negli occhi dopo la morte di Stefania Di Michele, 40 anni.
Per il piccolino, Stefania era la sua mamma, il suo punto di riferimento; per Pietro, la compagna di una vita con cui realizzare sogni e progetti. E quella sera di martedì 29 agosto, lungo la fondovalle Alento, sono bastati pochi secondi per mandare in frantumi la vita della giovane donna: si è schiantata contro una macchina che ha invaso la sua corsia di marcia e sono salvi per miracolo il figlioletto e il marito che quella sera, di ritorno dal cinema, erano con lei sulla stessa auto in cui ha perso la vita.
È stata la direzione sanitaria della Asl di Pescara a sollecitare il trasferimento di Pietro dall’ospedale di Chieti nel reparto di Chirurgia toracica del Santo Spirito, cosicché il papà e il figlio possano stare almeno nella stessa struttura ospedaliera. Pietro, subito dopo l’incidente, è stato ricoverato in gravi condizioni al policlinico del Santissima Annunziata per lesioni alla milza e al fegato. Il bimbo, invece, è stato portato alla Chirurgia pediatrica di Pescara per un politrauma, con la frattura del bacino. Ma ora è solo un piano dell’ospedale a separarli: ieri la Asl teatina ha accolto la proposta della direzione sanitaria di Pescara per favorire il riavvicinamento tra i due e l’uomo è stato trasferito al Santo Spirito.
In queste ore il piccolino e il suo papà possono finalmente stringersi forte. Probabilmente sarà Pietro a trovare le parole per dire a Davide che la sua mamma adesso lo guarderà da una stella in cielo. Una di quelle stelle che 36 anni fa ha fatto innamorare perdutamente Pietro della sua Stefania, come scritto nella dedica letta durante il funerale della donna.
«Ti ho incontrata nella notte di San Lorenzo», recita la lettera scritta da Pietro in ospedale e letta in chiesa da un’amica, «il nostro è stato un colpo di fulmine. Ci ho messo 10 minuti a innamorarmi di te e nello stesso tempo ti ho persa. Hai realizzato uno dei tuoi sogni: festeggiare i 40 anni a Londra. Gli altri sono andati in fumo per colpa di un destino crudele, ma io farò di tutto per realizzarli». E oggi Pietro cercherà di trovare negli occhi di suo figlio la forza di andare avanti e, soprattutto, la sua Stefania. «Nostro figlio Davide è il dono più prezioso», continua la lettera di Pietro, «è lui che guarderò quando sarà dura andare avanti. Ti ritroverò nei suoi occhi e nel suo sorriso. Salutami tanto il mio papà che ora potrai conoscere».
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