Il polo civico di Paolini: su Bomba c’è da trattare

2 Agosto 2021

Vertice tra l’ex sindaco Paolini, Paolucci e Di Campli per decidere se accogliere l’esponente di FdI: pronti a valutare la sua apertura, il nostro progetto è vincente

LANCIANO. Era pronto a presentarsi agli elettori come forza alternativa ai partiti, a un centrodestra che è ancora senza candidato sindaco e a un centrosinistra che ha trovato la quadra su Leo Marongiu, ma ora il polo civico formato dall’ex sindaco Filippo Paolini, le consigliere di minoranza Tonia Paolucci, Graziella Di Campli, il presidente di Casartigiani ed esponente di Forza Italia Fabrizio Bomba, e altri che man mano si aggiungono è di fronte a un bivio: continuare per la strada intrapresa oppure, con l’entrata in campo di Paolo Bomba (e Fratelli d’Italia) che ha rinunciato alla propria candidatura proprio per sostenere Paolini, lasciare il percorso intrapreso e aprirsi ai partiti. Un dubbio amletico che il polo civico è pronto sciogliere oggi, in un incontro che si preannuncia di fuoco, perché non tutti sono favorevoli all’ingresso di Fratelli Di d’Italia, un partito che per giunta ha anche indicato il leader del gruppo, Filippo Paolini, che non era stato ancora ufficializzato. Un doppio sgambetto quello di Bomba: agli ex, forse, alleati di centrodestra, con la Lega che ha parlato di «tradimento della coalizione e degli elettori», Udc, Cambiamo e Forza Italia che non si pronunciano ma a Paolini l’occhio lo strizzano, e al Polo civico, che con FdI non sarebbe più tale e questo ad alcuni esponenti come la Paolucci proprio non andrebbe giù.
Paolini dal canto suo è rimasto sorpreso da questo appoggio di Fdi, non tanto di Bomba che è stato anche suo assessore e vice sindaco, e si è detto «aperto al dialogo e al confronto, senza però entrare nelle logiche di partito».
«L’apertura di Bomba sarà valutata dal gruppo», dice Graziella Di Campli, tra le promotrici del polo civico, pronta a schierarsi con Paolini – con cui ha diviso l’esperienza di governo 10 anni fa – con la sua storica lista Lanciano che verrà. «Una decisione, quella di Bomba, che è testimonianza della incapacità dei partiti di indicare una candidatura unica, che ancora oggi non c’è nel centrodestra. Noi invece da tempo abbiamo un progetto politico innovativo, che si basa su un gruppo di persone che ha esperienza, capacità, preparazione e credibilità. E Paolini ne è l’esempio più lampante essendo stato sindaco per due mandati». E di Paolini come «nome forte, uomo dalle indiscusse capacità amministrative, autorevole», ha parlato Bomba per spiegare la sua rinuncia alla fascia tricolore, arrivata dopo un anno e 9 mesi dalla candidatura, e l’appoggio a Paolini e non a Danilo Ranieri indicato dalla Lega. Ma, a differenza di quanto accaduto nel centrodestra, il polo civico intende decidere subito sul destino di Bomba e FdI, nella riunione di questa sera: o dentro o fuori. E se FdI entra, non è detto che tutti i promotori di quello che “era” il polo civico, restino.