Il prefetto: «Acqua, situazione grave Incomprensibili ritardi nei lavori»

8 Agosto 2021

Forgione si rifiuta di convocare una riunione con Aca e Sasi, le aziende che si occupano della gestione idrica: «Facciano prima chiarezza, devono assumersi le loro responsabilità dopo oltre un anno di immobilismo»

CHIETI. «Ora basta rimpalli di responsabilità: serve chiarezza da parte di Aca e Sasi sulla carenza idrica in provincia di Chieti. La situazione è grave: una volta per tutte, occorre che le due società rappresentino quali sono i problemi e si attivino concretamente per risolverli, senza liti e scambi di accusa con altri enti». Il prefetto Armando Forgione interviene così – senza giri di parole – sui disagi che, da un paio di mesi, stanno scatenando le proteste di cittadini e amministrazioni comunali. A Chieti l’acqua manca nelle case quasi tutte le sere. Anche ristoratori e titolari di pub sono sul piede di guerra e, insieme alle associazioni di categoria, chiedono interventi risolutivi all’Aca guidata da Giovanna Brandelli. Non vanno meglio le cose in altri importanti centri della provincia, come Lanciano, Vasto, Ortona, San Salvo e Guardiagrele, dove il servizio idrico è gestito dalla Sasi del presidente Gianfranco Basterebbe.
Il vero guaio è che non sono previste evoluzioni positive. «Con continue chiusure e razionamenti idrici», prosegue il prefetto Forgione, «potrebbero esserci non solo problemi di sanità pubblica ma anche danni per l’economia dei centri a maggiore vocazione turistica. Nei giorni scorsi, sia Aca che Sasi hanno chiesto un mio intervento per dirimere controversie e coordinare un gruppo di lavoro per arrivare a una soluzione delle problematiche. Ma ho risposto loro che non intendo convocare riunioni finché non mi verranno portate notizie certe: non ho alcuna intenzione di farmi trascinare in gineprai e accuse incrociate, come già è avvenuto in passato».
Ovvero lo scorso anno. «Appena dopo Ferragosto», ricorda la massima autorità di governo sul territorio, «facemmo delle riunioni in prefettura sulla carenza idrica non perché avessi responsabilità in questo campo, ma perché ritenevo che potessero nascere questioni di ordine e sicurezza pubblica. Diedi tempo a tutti per informarmi di fatti e circostanze e mi resi conto che il problema principale era legato a una serie di manutenzioni programmate dalle due società, con fondi già stanziati, che però non seguivano il loro corso. Gli inspiegabili rallentamenti nei lavori e i continui rimpalli fra enti hanno portato a uno scenario che, a distanza di tempo, è diventato ancor più preoccupante: i disagi per i cittadini sono consistenti già dai primi giorni di luglio e la situazione non accenna a migliorare».
Forgione si dice amareggiato: «Nessuno, durante questo anno, ha ritenuto opportuno informarmi sulle azioni che sono state intraprese. Adesso, però, viene richiesto il mio intervento dopo oltre 12 mesi di immobilismo da parte di chi era invece chiamato ad attivarsi concretamente per evitare che i disagi si ripetessero. Mi sono rifiutato di convocare un incontro non per disinteresse, ma perché voglio che Aca e Sasi si assumano le proprie responsabilità».
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