Il prefetto Cupello si presenta: «Questa terra deve restare sana»

La cerimonia alla villa comunale, poi l’incontro con le autorità locali e i vertici delle forze dell’ordine: «I cittadini possono fare rete con le istituzioni, occorre promuovere la cultura della legalità»
CHIETI. «Questa terra deve restare sana anche per gli imprenditori che vogliono investire in provincia di Chieti». È uno dei messaggi lanciati dal nuovo prefetto Gaetano Cupello, napoletano di 61 anni, all’indomani del suo insediamento al posto di Mario Della Cioppa. Dopo la tradizionale cerimonia di deposizione della corona al monumento ai caduti alla villa comunale e l’incontro con i vertici delle forze dell’ordine e delle autorità locali, Cupello presenta il suo piano per continuare a garantire la sicurezza dei cittadini.
«La popolosità della provincia di Chieti e l’importanza del suo tessuto economico produttivo», dice Cupello, alle spalle una lunga esperienza prefettizia tra Caserta e Napoli (dove negli ultimi due anni è stato vicario), «rappresentano una peculiarità a livello regionale da guardare con favore, perché è indicativa dell’attrattività esercitata dal territorio sia sui cittadini che sugli imprenditori, stimolati rispettivamente a non abbandonare il Chietino e a investire qui». Di conseguenza, «è un impegno fondamentale del prefetto, con la collaborazione delle forze dell’ordine, agire sul piano della prevenzione affinché il territorio mantenga condizioni di sicurezza tali da incentivare gli investimenti e lo sviluppo economico».
Nel corso della sua carriera, Cupello è stato commissario straordinario nei Comuni sciolti per le infiltrazioni mafiose. «È necessario proseguire», dice il nuovo prefetto di Chieti, «nell’attività di analisi continua del contesto provinciale, congiuntamente a tutti gli attori istituzionali a ciò deputati, al fine di intercettare immediatamente eventuali tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata e intervenire con tutti gli strumenti di prevenzione a disposizione del prefetto, a partire dalle interdittive antimafia».
Cupello ha richiamato anche «il fondamentale valore rivestito da un’azione sinergica tra le istituzioni, le quali, pur essendo legittimamente portatrici di interessi differenziati, devono poi fare sintesi per rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini. Questi ultimi, a loro volta, possono fare rete con le istituzioni, nella promozione e garanzia della cultura della legalità, divenendone diretti attori».
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