Il prefetto e la medaglia alla memoria del partigiano

CIVITELLA MESSER RAIMONDO. Sarebbe stato insignito della “Medaglia della Liberazione” il prossimo 25 aprile, Michele Mancini, uno dei primi combattenti della Brigata Maiella, che si è spento all’età...
CIVITELLA MESSER RAIMONDO. Sarebbe stato insignito della “Medaglia della Liberazione” il prossimo 25 aprile, Michele Mancini, uno dei primi combattenti della Brigata Maiella, che si è spento all’età di 91 anni lo scorso 10 febbraio. Lo sostiene il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, (nella foto), che risponde a un articolo de Il Centro dello scorso 11 febbraio, nel quale si riferiva di “dimenticanze” nella consegna della medaglia in occasione della cerimonia del 25 aprile del 2016. La medaglia, come sottolinea Corona, è giunta in Prefettura il 14 dicembre del 2016, «e, in ragione del suo portato storico e drammatico», fa sapere il Prefetto, «sarebbe stata solennemente consegnata al signor Michele Mancini il 25 aprile prossimo, nella cornice della celebrazione della Liberazione, sua naturale collocazione. E ciò, proprio per dare adeguato risalto alle singole circostanze e a ogni singolo protagonista». Subito dopo aver appreso della scomparsa di Mancini, il Prefetto ha inviato una nota alla famiglia per esprimere «profondo cordoglio, insieme alle espressioni di riconoscenza e debito della nazione per gli atti di coraggio e di valore che hanno contraddistinto la sua vita».
Michele Mancini guidò la pattuglia inglese del tenente Pat Angier al Girone, località poco distante da Civitella, dove ebbe luogo il primo scontro con i tedeschi nel pomeriggio del 6 dicembre 1943: un soldato tedesco rimase ucciso e quattro furono feriti gravemente. Non ci furono vittime fra gli inglesi, che uscirono vittoriosi dallo scontro, ma il sergente Parry morì 6 giorni dopo in località La Morgia di Gessopalena, nel corso di un nuovo conflitto con una pattuglia tedesca. Mancini ha lasciato la sorella Domenica, i figli Giovanni e Filomena e i nipoti.
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