Il presepe di suor Vera richiama 10mila persone

Tra gli ospiti anche una famiglia di Accumoli, il paese raso al suolo dal sisma Alberto Ionata, nato a novembre e figlio dell’avvocato Edgardo, è Gesù Bambino
CHIETI. Una bella giornata di sole ha accompagnato il giorno del venticinquesimo presepe di madre Vera D’Agostino. Il presepe vivente organizzato dalla Fondazione “Figlie dell’Amore di Gesù e Maria” ha compiuto con l’edizione di ieri pomeriggio i 25 anni. L’appuntamento richiama in città circa 10mila persone. Arrivano con i pullman da tutta Italia. Molti tornano diverse volte all’anno per partecipare ai gruppi di preghiera del Villaggio della speranza. Tra i 176 figuranti che animano la sacra manifestazione, tanti infatti non sono di Chieti. Il presepe è pressappoco lo stesso di 25 anni fa.
Anche se, ad ogni edizione sono stati migliorati ed arricchiti i testi, le musiche, le luci e le scenografie. Lo scopo è quello di imprimere nella memoria attraverso la suggestione della manifestazione il messaggio della Parola di Dio, per dare un momento di pace e di speranza, a tutti coloro che ne hanno bisogno. Dopo 25 anni, il presepe vivente, che come sempre si tiene nel giorno di Santo Stefano, è diventato anche un appuntamento del circuito del turismo religioso. Tra gli osspiti anche una famiglia di Accumoli, paese terremotato.
Per far fronte all’arrivo di così tanti visitatori sono disponibili anche navette per il trasporto gratuito degli spettatori. L’ingresso, lo ricordiamo, è sempre gratuito. Oltre al presepe, gli spettatori possono visitare la Galleria natalizia che espone prodotti artigianali di ceramica, di ricamo, di cucito, di cucina, realizzati dagli ospiti del Villaggio della speranza. Nelle sue strutture la Fondazione di madre Vera accoglie minori, donne in difficoltà, anziane, famiglie con diverse problematiche e immigrati. Gli extracomunitari sono attualmente 65, i tempi della loro permanenza a Brecciarola sono decisi dalla Prefettura. Oltre a loro ci sono circa 20 famiglie italiane. L’accoglienza per la Fondazione non è soltanto la fornitura di vitto e alloggio, ma è soprattutto la riscoperta della fiducia nella vita e nel futuro. Questa riscoperta avviene attraverso tanti piccoli passi e tante piccole iniziative, tra cui la riscoperta di antiche arti e mestieri: il ricamo, l’uncinetto, il tombolo, il telaio, il restauro, la lavorazione del legno e del ferro, la lavorazione della ceramica e dell’argilla. La Galleria, dunque, è una piccola esposizione di quanto gli ospiti, con l’aiuto della Fondazione, riescono a realizzare.
Oltre alla Galleria natalizia c’è anche la mostra dei presepi realizzati da madre Vera in persona. La caratteristica del presepe vivente di Brecciariola sta nel fatto che parte dalla creazione del mondo, per poi arrivare, scena dopo scena, (spiegate dalle 10 voci narranti, tra cui quella di madre Vera) alla nascita di Gesù Bambino, quest’anno interpretato dal piccolo Alberto, figlio dell’avvocato Edgardo Ionata, nato a novembre scorso. San Giuseppe e la Madonna sono impersonati, invece, nella prima parte dell’evento da Marco D’Agostino e Milena Aceto, e nella seconda parte da Tino Di Meo e Sandra Aceto (le due Madonne sono madre e figlia).
Il colle del presepe di Brecciarola tornerà ad animarsi il 6 gennaio per la Festa della Befana con l’arrivo dei Re Magi e la distribuzione delle calze a tutti i bambini da parte di Babbo Natale e della Befana. (a.i.)

