Il primo giorno a scuola «Che bello riabbracciarsi ma con i bus è un caos»

In città tornano in aula in 9mila: è festa sul Corso e nelle vie del centro «Ma gli orari del trasporto pubblico non rispettano le nostre esigenze»
CHIETI. La gioia di rivedersi, seppure tra i banchi di scuola, senza più mascherina. Di tornare ad abbracciarsi, a scambiare emozioni senza dover calcolare la distanza interpersonale. Dopo due anni passati tra tamponi al primo raffreddore, vaccini, mascherine, detergenti per le mani, e didattica a distanza, il ritorno in aula di ieri ha un sapore più forte per i 47.839 studenti della provincia teatina, di cui 9mila solo a Chieti.
Le regole Covid esistono ancora ma sono molto meno stringenti e, soprattutto, una volta varcato il portone d’uscita della scuola, la voglia di stringersi gli uni agli altri è più forte di tutto. «Questa volta ritornare in classe è stato più bello», dice Matteo Barbone di Torrevecchia Teatina, all’ultimo anno del liceo scientifico Masci, «è stato bello rivedersi con tutti i compagni e poi è tornato anche il compagno di banco. Questo per me è l’ultimo anno ed è una cosa che si sente». Matteo va a scuola in auto e, a parte i problemi di traffico e di parcheggio, non deve affrontare estenuanti viaggi in autobus che sembrano non finire mai. Per Marta Mereu, studentessa dell’istituto professionale Pomilio, che arriva da San Giovanni Teatino, sono invece guai: il centro è ai confini della città, ma la ragazza ci impiega anche un’ora e mezza per tornare a casa con i mezzi pubblici. Né Tua, né Panoramica hanno infatti a disposizione corse tagliate sull’orario di entrata, ma soprattutto di uscita, delle scuole. Per quanto riguarda La Panoramica, inoltre, ci sono a disposizione 150mila euro stanziati dalla Regione per ripristinare le corse-bis per gli studenti, ma l’azienda non lo ha ancora fatto. Se la prende con Tua, invece, la studentessa dell’istituto Luigi di Savoia, Serena Pellegrini, residente ad Ari: «Al di là dei problemi di orario», dice, «oggi sono salita su un bus con i sedili rotti e ho dovuto fare tutto il viaggio in piedi».
Anche Omar Di Giampaolo, iscritto al Savoia, arriva da fuori città e si dice preoccupato: «Sto proprio andando a vedere come stanno messi gli orari dei bus», dice mentre percorre via Madonna, la stradina che dal terminal conduce in centro che, se in discesa non crea troppi problemi, in salita è tutta un’altra storia. Ma, d’altronde, non ci sono alternative: la scala mobile è chiusa e attende solo di essere demolita e ricostruita e il tunnel pedonale con l'ascensore che sbuca in largo Barbella non è più entrato in funzione, nonostante l'inaugurazione a inizio anno.
Intanto in corso Marrucino più che un primo giorno di scuola sembra una giornata di festa. Stefano Morgante è appena uscito dal Masci per incontrare gli amici Sante D’Incecco e Daniele Berardi davanti al classico: «Finalmente ci sentiamo più liberi», dice riferendosi alle regole Covid. Anche Tiziano Di Muzio, studente del Gonzaga, aspetta gli amici davanti al classico: è contento di rivedere gli amici di classe e persino i professori. E ieri è stata festa anche al Centro gioco Bimbi al centro di viale Amendola, dove il sindaco Diego Ferrara ha inaugurato la struttura.
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