Il primo mese di saldi a rilento «Ma non perdiamo la speranza»

I negozianti: «Le svendite di fine stagione non attirano più come una volta, colpa pure dell’online» E c’è anche chi si dice soddisfatto: «Sono ripartiti gli affari con il ritorno di matrimoni e comunioni»
CHIETI. Il primo mese di saldi è andato a rilento, ma i commercianti teatini sperano che gli affari possano risollevarsi nel periodo di Ferragosto. È un bilancio con più ombre che luci, a sentire gli esercenti di centro storico e Scalo.
Pierluigi Tacconelli, titolare di Top Boutique, lungo corso Marrucino, ricorda che quest’anno gli sconti sono cominciati in anticipo, per la precisione dal 2 luglio: «È troppo presto. Sarebbe andato molto meglio se fossero iniziati intorno alla metà della terza settimana di luglio». Pierluigi, insieme ad altri commercianti della strada principale della città, fa notare che gli acquisti sono molto cambiati nel corso degli anni: «Oggi il cliente non compra più come una volta, il cliente medio ormai compra perché ha necessità di quel capo, perché gli serve e ha un’esigenza, non per sfizio e per piacere».
Nella zona del centro storico gli ultimi eventi e spettacoli serali hanno aumentano l’affluenza, sia dei teatini che dei turisti: molti commercianti hanno sfruttato il momento per rimanere aperti la sera e sperare in qualche acquisto extra. Un tentativo non del tutto di successo, secondo Francesca Marco, titolare di And camicie: «Sono rimasta aperta fino alle 23», racconta, «e per tre sere di fila non è entrato nessuno». Stando alle parole dei commercianti, i negozi come quello di Francesca, che si trovano nella prima parte del corso, per intenderci quella che va dal teatro verso via Arniense, sono stati i più carenti nelle vendite serali. «La nostra via non è stata valorizzata durante gli eventi, le persone erano solo di passaggio e si dirigevano lungo il Corso», continua Francesca. Ma c’è anche chi non si lamenta. Dice Maria Teresa Sbaraglia, proprietaria della boutique Sandro Ferrone, che vende vestiti per cerimonie e grandi eventi: «Sono finalmente ripresi i festeggiamenti per matrimoni e comunioni, per questi eventi le persone non badano a spese e comprano. Rispetto all’anno scorso la situazione va molto meglio, non mi posso lamentare». Dello stesso parere è anche Omar Postiglione, titolare di Made in Omar: «È un periodo difficile per tutti ma i saldi, soprattutto estivi, vanno sempre bene. Ho un ottimo riscontro e una clientela abituale e costante». Tirando le somme, rispetto agli anni passati, i saldi a Chieti alta non hanno dato molto movimento alle casse dei negozi, contribuendo ad alimentare il malessere dei commercianti, preoccupati dagli aumenti di bollette e spese per il mantenimento dei locali. Siti online low cost e grandi multinazionali che prendono piede in città entrano sempre più in concorrenza con i negozi locali. «Ma a fare la differenza è la qualità», riprende Maria Teresa Sbaraglia. «Non c’è alcun paragone con questi tessuti di oggi, la qualità di sente, la vedi come ti sta addosso e ti dura nel tempo».
Scendendo allo Scalo, più trafficato e commerciale rispetto al centro storico, il quadro non sembra migliorare. «Con le vendite di passaggio avrei chiuso da molti anni», spiega Luca Lancioni di Civico 45, negozio di scarpe e accessori di viale Abruzzo. «Ci salviamo con le vendite online». Anche Livia Di Renzo di Rafì è preoccupata: «Abbiamo il centro commerciale Megalò a cento metri. La gente di passaggio non si ferma in negozio ad acquistare, va lì perché i prezzi sono più bassi. I saldi, ormai da anni, vanno sempre male. Non c’è più quel boom di una volta: gli sconti ci sono tutto l’anno».
Erika Gambino

